AUTORITA'


Quando voi andate in cerca di un'autorità convinti che questa possa condurvi alla spiritualità, vi state automaticamente vincolando all'organizzazione costruita intorno a quella stessa autorità. Proprio attraverso la creazione di quell'organizzazione, che voi pensate aiuterà l'autorità a condurvi alla spiritualità, avete acconsentito a farvi mettere in una gabbia......

ORGANIZZAZIONE


A che serve avere dietro migliaia di persone che non ascoltano, imbalsamate nel pregiudizio, che non vogliono il nuovo, ma preferiscono adattarlo al proprio sterile, stagnante Io? Dipendete da qualcun altro per la vostra spiritualità e la vostra felicità, e dovreste cercare dentro di voi...... Quindi, a che serve un`organizzazione?.....

SENTO UN TREMENDO BISOGNO D'AMORE di Jiddu Krishnamurti.



"Sento un tremendo bisogno di amore... è diventato una continua angoscia; che cosa devo fare?"La maggior parte di noi si trova in questa situazione... tutti quanti vogliamo essere amati, soprattutto da una persona in particolare.
Approfondiamo la questione ... abbiamo un quarto d'ora ...
E' un problema molto complesso ...

Perché vogliamo essere amati ? ... E perché questa pretesa diventa tanto angosciosa? Qual'é la causa, la radice, il motivo di pretendere che qualcuno ci ami? ... Capite la mia domanda?
Desidero che voi mi amiate. Io non "voglio", ma diciamo che lo desidero. Perché ?
E' perché mi sento solo?
E' perché sento che se nessuno mi ama non ho alcuna ragione d'essere, alcuna ragione di vivere? E' perché sento che se sono amato posso crescere, fiorire, essere felice?
...O è forse perché in me stesso non sono niente ?! Quel "me stesso" non è niente, ma quando voi mi amate divento qualcosa, seguite?
Vi prego, questa è la vostra vita, non è la mia vita; perciò, per favore, ascoltate!
C'è una causa che mi induce a chiedervi il vostro amore?
C'è una causa! C'è un motivo! C'è uno stato interiore che dice: "Devo avere quella tal cosa!".
Abbiamo visto quali sono alcune di queste cause. Una disperata solitudine... Tutti voi siete disperatamente soli, non è vero?
Sposati, non sposati, in mezzo a un gruppo: gli esseri umani, che si interessano solo a se stessi, non fanno altro che generare solitudine.
E' questa una delle cause che ci fa desiderare che qualcuno ci ami. Finché c'è la causa, questa avrà come effetto l'esigenza che qualcuno ci ami.
Ma, allora, posso capire la causa ed esserne libero?
Avete capito che cosa sto dicendo? Vi prego, signori, questa è la vostra vita!
Mi sento solo, depresso, isolato, mi sento disperatamente infelice e se voi mi amate ... questo vostro amore... mi farà sembrare meravigliosa qualsiasi cosa.
Così... la mia esigenza, la mia sete di amore, il mio bisogno di compagnia, di stare con qualcuno con cui possa parlare, spiegarmi e così via, tutto questo scaturisce dalla mia solitudine, c'è una causa, capite?
Ora... mi accorgo di questa causa?, la vedo come qualcosa di attuale?
La causa è che sono solo.

Mi sento solo, e voglio, che, per amor del Cielo, voi mi amiate.
Ma voi non vi curate di me, ve ne andate per i fatti vostri...
e allora !?! ...e allora ...o mi uccido dalla disperazione, mi lascio prendere dall'angoscia, mi lascio deprimere sempre di più...
oppure fuggo da me stesso, mi interesso di calcio, vado in chiesa, divento seguace di un guru, mi interesso delle ultime novità di letteratura o di pittura...
Ma...
si può vedere qual'é la causa della solitudine?
La solitudine è un senso di isolamento. Questo isolamento viene quando non faccio altro che interessarmi a me stesso, pensare a me stesso: "...sono infelice, voglio essere amato...", seguite?
Ho ridotto tutta quanta la mia vita -che è qualcosa di straordinario(!)-
ad una faccenda meschina, al bisogno che qualcuno mi ami. Capite?
E' una faccenda tanto insignificante!
Sentendomi isolato sono infelice, e allora spasimo dal desiderio che voi mi amiate...
Capite?... Vedete la tremenda complessità di una questione tanto semplice?
"Voglio essere amato, ma nessuno mi ama e così sono pieno d'angoscia". Chi pone la domanda chiede: "Che cosa devo fare?"
Quando il cervello è assalito da tanta angoscia non può pensare con chiarezza -vi pare?-.
Non può nemmeno ascoltare, tormentato com'è da una disperazione profonda.
E come è possibile che esista un intervallo nel quale possiate ascoltare?... Capite? Un breve periodo nel quale siate disposti ad ascoltare...
oppure continuerete a non essere disposti ad ascoltare perché preferite rimanere col vostro tremendo senso di angoscia? -Capite?- E' questo che fa la maggior parte della gente. Senza quel senso di angoscia voi non siete niente.
E' quel senso di angoscia che vi fa sentire vivi, non è vero?
Su avanti, signori, questa è comune psicologia, è psicologia infantile!
... Così allora,voi, con tutta la vostra angoscia, sarete disposti ad ascoltare per qualche minuto,... oppure amate a tal punto la vostra angoscia da non avere alcuna intenzione di ascoltare quello che stiamo dicendo?
...
Come stavamo dicendo l'altro giorno... se voi ascoltate realmente, col vostro cuore, con la vostra mente, con tutto il vostro essere... allora avete spazio. Il vostro cervello si acquieta, e allora potete ascoltare... allora proprio quell'ascolto è come un seme caduto nel terreno. Voi non avete più niente da fare perché il seme cresce per conto suo... e si moltiplica.
L'amore non è qualcosa che possiate chiedere, che possiate mendicare.
Questo significherebbe che voi state dipendendo da qualcuno. E quando dipendete, in voi non c'è amore. Quando chiedete a qualcuno di amarvi, questo significa che in voi non c'è amore . E' ovvio!
Se in voi ci fosse amore, non lo chiedereste a nessuno.
A nessuno chiedereste di amarvi.
Vedete,... ci siamo ridotti ad essere dei mendicanti. E' questo che accade.
Quando entrate in chiesa a pregare siete dei mendicanti. Quando vogliamo che qualcuno ci aiuti siamo dei mendicanti. Quando dipendiamo dai libri siamo dei mendicanti. Può non esserci nulla di male ad essere un mendicante, ma rendetevi conto di quali sono le conseguenze: voi state sempre dipendendo da qualcun altro.
E ci saranno sempre persone che vi aiuteranno. Che riempiranno la vostra ciotola della loro spazzatura.
...
Così ..., guardate che cosa è accaduto ascoltando la domanda che ci siamo fatti, "Voglio essere amato, ma non lo sono, e allora vivo in un'angoscia tremenda. Che cosa devo fare?". Questo significa non avere amore in se stessi... E allora come può amarvi un'altra persona? -capite?-... Se voi non avete amore siete incapaci di riceverne. L'amore non è un senso di vuoto. Al contrario!
Se avete quel sentimento vibrante ... non sentimento, piuttosto... una qualità, una profondità, una bellezza...
se lo avete non andrete a chiederlo a nessun altro, e con una tazza piena fino all'orlo.
...
Se avete ascoltato attentamente, il problema è risolto.

Abbiamo finito per questa sera....
Ci incontreremo di nuovo domani, se lo volete.

ESISTI


Devo parlare perchè non c'è altro modo per portarti verso il silenzio che esiste dentro di me.

Tu non lo staresti a sentire, sai ascoltare soltanto le parole.
Per questo sorrido quando comincio a parlare.
Ma mentre parlo è difficile sorridere, è una tale tortura, uno sforzo iutile dire qualcosa che non può venire detto, parlare di ciò di cui non si può parlare...
Ma non c'è altro modo, per cui devo continuare.
Un pò alla volta sarai in grado di sentire il non verbale, quello che è oltre alle parole.
Piano piano sarai in grado di ascoltarmi quando non stò parlando e allora non ce ne sarà più bisogno...
Allora sorriderò continuamente...

1- Ricorda: il dubbio è la cosa più preziosa che hai,poiché un giorno ti aiuterà a scoprire la verità. Ecco perché vorrei che questa fosse la mia prima richiesta: dubita finché non hai scoperto. Non credere finché non sei venuto a conoscenza di te stesso. Allorché credi,non sarai più in grado di conoscere te stesso; poiché la fede uccide il dubbio. Uccide l’indagine. Ti allontana dal tuo strumento più prezioso. Dubita, e continua a dubitare finché non arrivi a un punto in cui non puoi più farlo. E accadrà solo quando arriverai a conoscere qualcosa di te stesso. Allora non c’è più motivo di dubitare, non c’è più spazio per il dubbio.

2- La seconda richiesta: non imitare mai.La mente è un’imitatrice, poiché l’imitazione è molto facile. Essere qualcuno è difficile. Diventare qualcuno è semplice – devi solo essere ipocrita, cosa non complessa. Dentro di te rimani lo stesso di sempre, ma in superficie continui a dipingerti in funzione di un’immagine. Puoi essere solo te stesso. Tutto ciò che è originale ha la sua bellezza, la sua fragranza. Ogni cosa imitata è morta,spenta,falsa. Puoi fare finta,ma chi puoi ingannare? Eccetto te stesso, nessuno. E che senso ha ingannarsi?. La prima cosa da imparare è che non imitare è uno dei fondamenti della vita religiosa. Non essere cristiano, e nemmeno mussulmano o indù, così potrai scoprire chi sei. Ma di solito inizi a pensare che sei cristiani. Piano piano, condizionato dalla società,dai genitori, dall’educazione, lo diventi. Ti scordi completamente di non essere nato cristiano, dimentichi del tutto il tuo potenziale. Ti sei mosso in una direzione che forse non corrisponde al tuo potenziale. Te ne sei allontanato, dovrai tornare indietro. Quando dico questo a una persona fa male. Manon posso fare altrimenti. Deve far male. Nel diventare cristiano ti sei allontanato chilometri…. li devi ripercorrere all’indietro, e sarà un’impresa ardua. Ma se non ritorni al punto dal quale ti sei allontanato, non potrai scoprire te stesso – ed è questo ciò che si deve scoprire.

3- La terza richiesta: guardati dal sapere teorico. Diventare colti non costa nulla. Hai a disposizione testi sacri, libri, università; è semplice diventare colti. E una volta diventato colto, ti trovi in uno spazio molto delicato, poiché l’ego vuole credere che questo sapere sia tuo, che non si tratta solo di conoscenze acquisite, ma della tua saggezza. L’ego vorrebbe trasformare la conoscenza in saggezza. Inizierai a credere di sapere. Non sai nulla. Conosci solo i libri e ciò vi è scritto. Solo parole, e le parole non sono esperienza.Puoi continuare a ripetere per milioni di volte la parola amore, non ti darà alcun assaggio dell’amore. Ma se leggi dei libri sull’amore – e ne esistono migliaia – puoi diventare così sapiente sull’amore, da dimenticare completamente che non hai mai amato, che non sai cosa significhi l’amore, oltre a ciò che è scritto nei libri. Quindi la terza cosa è guardarsi dal sapere teorico, essere così sveglio e attento che, in qualunque momento tu lo voglia, puoi mettere da parte il tuo sapere e questo non bloccherà la tua visione. Il tuo sapere non si frapporrà mai tra te e la realtà. Devi incontrare la realtà completamente nudo. Ma se tra te e la realtà ci sono troppi libri, ciò che vedrai non sarà il Reale. Sarà totalmente distorto dai tuoi libri che, ciò che vedi, non avrà alcuna connessione con la realtà.

4- La quarta cosa: non posso dire, come fanno tutte le religioni, che pregare ti renderà religioso, perché si tratterebbe di una falsa religiosità. Quindi la parola preghiera, nella mia concezione di religiosità, deve essere completamente abbandonata. Dio non esiste, perciò parlare a un cielo vuoto è assolutamente insensato. Amore è la mia parola chiave, non preghiera. Dimentica la parola preghiera, sostituiscila con amore. L’amore non è rivolto a un Dio invisibile. E’ rivolto a ciò che è visibile – gli esseri umani, gi animali, gli alberi, gli oceani, le montagne. Dischiudi quanto più ti è possibile le ali dell’amore. E ricorda che l’ amore non ha bisogno di una fede. Anche l’ateo ama, anche il comunista e il materialista amano. Quindi è qualcosa di intrinseco – non è imposto dall’esterno – è il tuo potenziale di essere umano. E vorrei che ti affidassi a quello, piuttosto che ai falsi condizionamenti religiosi. Porta con te solo l’amore, è parte del tuo essere. Ama senza inibizioni, senza tabù.....

IL CONFLITTO

Il conflitto è un elemento indispensabile in una relazione. Il conflitto è uno scambio e un confronto importante per crescere e per condividere idee, modi di vita e culture diverse. Spesso gli esseri umani hanno paura di entrare in conflitto perché il conflitto genera emozioni e alcune di queste emozioni si pensa possano essere non controllabili. Il conflitto infatti genera rabbia, paura, sofferenza. Tuttavia il conflitto permette a queste emozioni di venire a galla e di essere elaborate. Il conflitto inoltre è il mezzo attraverso il quale si esprime il karma. Il conflitto esiste sempre, anche quando non lo si fa emergere. Farlo emergere è sano ed utile. Il conflitto sano è un confronto tra diversi modi di intendere la vita, tra valori simili o diversi, tra scelte e motivazioni diverse. Il conflitto può anche essere forte, ma è meglio un conflitto forte che un “non conflitto”. Fino a quando c’è conflitto infatti c’è reciprocità, c’è voglia che l’altro ci sia, c’è possibilità di dialogo. Il conflitto infatti è un sistema relazionale insito nell’uomo. La mancanza di conflitto è repressione, è non voler vedere, è nascondersi. Il conflitto non è violenza e va distinto da questa. La violenza è il desiderio di eliminazione dell’altro. Il conflitto è interagire con l’altro. La violenza nega l’altro. Quando qualcuno mi ha fatto talmente male da non desiderare più che esista, questa è violenza. Quando con qualcuno ho ancora voglia di discutere e anche di litigare, e anche di confrontarmi duramente, ma desidero che ci sia, proprio per poter portare avanti questo confronto, questo è conflitto. Se si volesse diminuire la violenza occorrerebbe aumentare il conflitto. Quando si odia si vuol vedere l’altro morto o fuori dalla nostra vita; quando si discute, l’altro è ancora presente nella nostra vita e anche se le nostre idee sono incompatibili, comunque c’è confronto anche nello scontro. Il conflitto non sempre deve essere risolto, e non sempre c’è una soluzione al conflitto. Quando si capisce quando un conflitto è terminato? Quando le parti in conflitto decidono che c’è incompatibilità oppure che c’è una possibilità di accordo. Può essere concluso da una delle due parti che si ritira, o da ambedue. Può essere innescato un processo di soluzione pacifica che può risolversi in un accordo, come si può vedere che non c’è possibilità di incontro in quanto le posizioni, le culture, i valori sono appunto incompatibili. In questo caso c’è comunque un accordo nel “non accordo” e questo può essere deciso da entrambe le parti o da una sola. Un altro mezzo per concludere un conflitto può essere quello che viene usato nei conflitti di popoli, ma non solo, può anche essere adottato da coppie o da gruppi ed è lo strumento della mediazione. Una terza persona/nazione, che è al di sopra delle parti, interviene entrando nel conflitto e aiuta le parti ad intendersi: o comprendendo che non c’è intesa o comprendendo che c’è possibilità di accordo. Soprattutto in casi di conflitti tra popoli, ma anche in casi di famiglie o di coppie, questa figura diviene molto utile se non addirittura indispensabile. Fino a che c’è conflitto c’è scambio, c’è crescita, c’è insegnamento e apprendimento e soprattutto c’è relazione. Un invito e un suggerimento che posso dare è quello di non rifiutare il conflitto, di non tenere dentro di sé ciò che non va bene in una relazione. Vi invito ad esplicitare il malessere e il disagio ogni volta che si affaccia. Non abbiate paura ad entrare nel conflitto, abbiate paura quando il conflitto non c’è. Ogni volta che in una relazione si manifesta un disagio, un turbamento, una sensazione di malessere, fermatevi ed entrate in conflitto: esplicitate il vostro dissenso, confrontate con l’altro le vostre idee, dite: “Ciò che mi risulta difficile accettare/comprendere è…”. Iniziate, se volete un conflitto sano e non cruento, dicendo il vostro punto di vista senza accusare l’altro, senza giudicare, ma fatevi le vostre ragioni mettendo allo scoperto il disagio. Poi chiedete all’altro di fare lo stesso. In quel momento siete entrati veramente in relazione. Il secondo passo è quello di “ascoltare” con attenzione, profondamente, le ragioni e i valori dell’altro. Una volta che ambedue avete esplicitato il disagio, potete cercare insieme soluzioni creative che permettano ad ambedue di proseguire la relazione in maniera soddisfacente. Se le soluzioni non si trovano perché i punti di vista sono incompatibili, prendetene atto e fate le vostre scelte consapevoli. Questa incompatibilità c’era anche prima di esplicitare il conflitto e, non dicendo nulla, avete solo represso i vostri bisogni i quali prima o poi avrebbero innescato desideri di violenza. Può esserci una soluzione pacifica di un conflitto? Sì, se si mette da parte l’ego e si parla umilmente con il cuore e ascoltandosi reciprocamente. In questo caso si possono trovare soluzioni creative e convenienti per le parti. Può un conflitto sfociare in violenza? Fino a quando nessuno dei due o più contendenti in un conflitto ha il desiderio di eliminare l’altro (interlocutore o gruppo), non c’è violenza, anche se ci fossero insulti o persino percosse. La violenza è un atto che tende all’eliminazione di chi si ritiene essere la causa del malessere o della sofferenza. Come ho detto prima, nel conflitto c’è invece volontà di relazione anche quando è forte. Ci sono indicazioni particolari per affrontare un conflitto nei casi in cui si ritiene che almeno uno dei contendenti sia molto suscettibile (personalità molto reattiva)? In casi in cui vi è una situazione di forte paura (timore di potere essere eliminati) si vive una condizione di violenza, ed è auspicabile passare da questa condizione ad una condizione di confitto. Tuttavia quando si vive in uno stato di violenza, senza un intervento esterno è difficile trasformare la violenza in conflitto, suggerirei quindi in questi casi l’intervento di un mediatore esterno. Per alcune persone generare conflitti è naturale, per altre è molto difficile, perché? Inoltre credo ci siano persone (probabilmente ciò può valere anche in scala più ampia) che non sanno riconoscere il proprio disagio o, anche se provano disagio, hanno difficoltà ad individuarne le cause e questo rende difficile sia aprire che sostenere un conflitto. Cosa suggerire? Ci sono persone che in famiglia hanno vissuto situazioni conflittuali e questo le ha abituate a saper gestire le emozioni collegate o provocate dal conflitto, altre persone invece non hanno vissuto conflitti e quindi ne hanno paura o non si sentono in grado di gestire l’emozione del conflitto. Tuttavia il conflitto esiste ed è impossibile che non esista in quanto non c’è una persona uguale ad un'altra e essendoci idee diverse e concezioni di vita diverse c’è per forza di cose, insito nell’essere umano, il conflitto. Chi lo nega è perché ne ha paura e lo reprime, o a volte chi lo nega è perché ha un’immagine negativa del conflitto e, al contrario, un idea “ideale” che possa esistere un mondo idilliaco dove tutti vivono in armonia e in pace. Questo è un modo di pensare legato all’adolescenza o all’infanzia e non è reale. Chi nega il conflitto si reprime o non vuole riconoscere le sue emozioni. Tu dici che ci sono persone che non sanno riconoscere un proprio disagio o individuarne le cause. Il punto non è individuarne le cause, queste verranno fuori proprio quando si accetterà di entrare in conflitto, il punto è che il disagio fino a quando è leggero può ancora essere sopportato, ma quando diventa sofferenza o turbamento o rabbia, non può più essere negato. Il conflitto serve a stabilire la relazione e, come ho detto, a confrontare le diverse opinioni, anche se per farlo occorresse per estremo, litigare. Se si vive un rapporto o una relazione senza conflitto non vi è confronto: vi è indifferenza o repressione. L’indifferenza è una forma di violenza. “Io non ti calcolo, per me è come se tu non esistessi”. Di fatto si “elimina” l’altro dalla propria vita, non rivolgendogli la parola, e ignorando la sua esistenza anche se vive accanto a noi. Ecco perché è sempre meglio un conflitto che l’indifferenza o il non conflitto. Con questo non intendo dire che occorra entrare in conflitto se uno preferisce bere un the e l’atro un caffè o se uno preferisce dormire di più al mattino e l’altro si alza presto. Ma se questi atti ripetuti provocano irritazione e sentimenti di disagio forti, allora bisogna esplicitare all’altro il nostro disagio. Le cause poi usciranno man mano che il conflitto emerge. Facilmente si può iniziare un conflitto da una situazione apparentemente sciocca, per poi arrivare a confrontare ideali e valori molto più profondi.....

LIBERARSI DALLE DOTTRINE


"Per raggiungere la verità è necessario liberarsi da tutte le dottrine, da tutte le strutture formali. La realizzazione della verità accade solo quando si è totalmente liberi. L'attaccamento è un segno di dipendenza; indica mancanza di fiducia in se stessi. La fede negli altri e non in se stessi è una forma di schiavitù. Solo l'uomo libero dalla fede negli altri è veramente libero. La fede nei preti, nelle sette o nelle scritture indica che sei dipendente. Anche la fede nelle parole o nei credo è dipendenza. Io ti dico: solo la vera libertà conduce alla verità. Devi disfarti di tutti i pensieri e di tutti i credo che hai acquisito dagli altri, non importa chi essi siano. Fa parte della crescita naturale di un uomo arrivare a riconoscere la propria ignoranza. E una volta che l'ha realizzata, non deve mai tornare indietro. Questa tendenza a dimenticare è autoinganno; è un tentativo di rendere luminoso il buio vuoto del sé. Un complesso d'inferiorità è figlio di questo vuoto e coloro che soffrono di un senso di inferiorità bramano la posizione sociale, la forza e il potere. Sono come zoppi che bramano di compiere grandi prodezze di abilità fisica. È impossibile scappare da se stessi. Per rendere tollerabile la tensione un uomo ha bisogno di intossicarsi, per esempio con il vino, le donne, il canto, la ripetizione di mantra, preghiere o adorazioni. Il desiderio di ricchezza, di potere e di conoscenza, tutto questo non è altro che il desiderio di dimenticare il sé. E per farlo è necessario un vino molto forte. Alcuni si rivolgono alla religione, che per loro diventa così un potente narcotico. Questa è la ragione, nelle cosiddette società del benessere, dell'aumento di interesse nella religione. Ma è ancora una corsa. La questione fondamentale non è come cambiare la direzione della corsa, ma come porle fine una volta per tutte. Il filosofo scappa attraverso il pensiero, l'artista attraverso la sua creazione, il politico attraverso il potere, il ricco attraverso le ricchezza, l'asceta attraverso la rinuncia e il devoto attraverso Dio. Ma la verità può essere realizzata solo dall'uomo che non cerca affatto di scappare dal proprio sé"....NAMASTE' (Anira)

GRATITUDINE E RELIGIOSITA'


Ti è stata data la vita. Ti è data la capacità di crescere. Ti è data ogni occasione di raggiungere la cima piu alta della conoscenza. Ti è dato un cuore che può sbocciare. Sentiti grato alla vita, e se ti senti grato diventerai sempre piu degno e sempre piu umile.....senza risentimento e senza lamento... E proprio questo è lo stato di un uomo religioso. Non c'è bisogno che tu appartenga a una religione organizzata per essere religioso. Religiosità è la gratitudine che provi per l'esistenza. Gli alberi cosi belli, il cielo infinito, cosi tante stelle..... e non hai dovuto pagare per questo. Ti è dato questo immenso universo con tutta la sua bellezza........le albe, i tramonti e tutti i fiori e gente stupenda. Osserva e ti renderai conto che ti è stato dato cosi tanto........ma tu l'hai dato per scontato. Non l'hai mai considerato....un regalo che l'esistenza ti ha fatto senza che tu lo chiedessi, senza che tu lo pretendessi. Una volta che cominci a vedere tutto quello che ti è stato dato....il tuo cuore si riempirà di gratitudine.......e questa gratitudine aprirà tutte le porte........tutte le finestre......... una sola cosa ti collega con l'esistenza ed è la GRATITUDINE... Allora cominceranno ad accaderti dei miracoli. E ti si apriranno le porte dei misteri............

L'ANIMA E' LA MEMORIA DELLO SPIRITO


L’anima è una specie di registro perché ogni essere spirituale che parte dal Punto Zero, il primo livello di consapevolezza ... deve avere un’anima, perché l’anima è ciò che mantiene la consapevolezza in forme che si possano ricordare.... senza anima non è possibile progredire.....
L’anima perciò è la memoria dello Spirito.....
Se comprendiamo questo e se visualizziamo l’anima come un libro la prima parte del quale è intitolata “Le Avventure dell’Involuzione”, possiamo immediatamente capire in che modo consapevolezza ed energia abbiano creato un tempo lento, distanza e spazio fino al punto in cui la consapevolezza stessa è diventata pesante nella forma della materia.... e così poi abbiamo rallentato il tempo fino ad arrivare a un punto di densità della coagulazione.... Il nostro viaggio non consiste solo nel creare questo tempo rallentato, ma anche nel manipolare la materia di consapevolezza ed energia in forma di atmosfera fisica e nel darle forma in modelli che chiamiamo vita.....
Quindi in questo vuoto denso e lento creiamo modelli di vita e potenziali che ci permettono di soddisfare le preferenze della nostra anima che deve essere co-creatrice con Dio e di rendere conosciuto lo sconosciuto, di creare, di organizzare un’esperienza, e poi di dissolvere la creazione in modo che l’energia possa essere ri-formulata in un modello più avanzato del precedente.....Namastè

CRESCITA


Mi piace pensare che l'umanità voglia e possa seguire la strada della crescita e dello sviluppo.... Non dell'autodistruzione.... Come ho già detto la nostra trasformazione causa la trasformazione del mondo..... ma, per far trasformarci, è necessario raggiungere un perfetto equilibrio tra corpo, spirito e mente.... essere in sintonia con noi stessi, con la nostra mente e il nostro spirito è il primo passo sulla via del benessere....(Anira)

PERSEVERANZA E FIDUCIA


La fiducia nelle proprie capacità nasce dal duro lavoro e dall'impegno, rimarrete delusi se pensate di poterla ottenere senza questo sforzo.... Solo chi lotta per realizzare certi obiettivi e lavora a tal fine al suo meglio, solo chi persevera nonostante tutti gli sbagli commessi, può sviluppare una fiducia incrollabile in sé.... non avete vera fiducia in voi sé ogni volta che vi confrontate con gli altri cambia l'opinione che avete di voi stessi.... Una vita basata sul giudizio altrui, conduce alla frutrazione e ad un punto morto.....

LE FREQUENZE ARMONICHE


Utilizzando determinate frequenze in un ambiente silenzioso si possono effettuare sedute di meditazione, training autogeno, E.F.T, pranoterapia e altre tecniche di ricerca interiore. Ad esempio un suono con frequenza a 528 Hz, può essere utilizzato prima di andare a dormire per ri-armonizzarsi o anche per cancellare le “basse frequenze” derivanti da pessime situazioni vissute o emozioni provate. Queste frequenze possono riparare e riprogrammare il nostro DNA

Esistono frequenze sonore vitali, circa 6, che hanno un potere straordinario e benefico sulla fisiologia umana.

Queste sono:

396 HZ - Liberi dal senso di colpa e ansia
417 HZ - Cambiamento, lasciare andare il passato
528 HZ - Riparazione e armonizzazione DNA
639 HZ - Apertuta e connessione nei rapporti umani
741 HZ - Stimolare il risveglio interiore
852 HZ - Ritorno all'ordine spirituale

foto allegata: alcuni cristalli di ghiaccio sottoposti alle 6 frequenze sonore...

LE SCELTE


Nella vita quotidiana ci troviamo ad affrontare diverse scelte più o meno importanti. Quando le nostre scelte riguardano il futuro della nostra vita tutto diventa più complicato e difficile. Pensiamo solo alla scelta difficile di cambiare lavoro. E se non fosse la decisione giusta? Il nostro “io” interiore comincerebbe a farsi sentire. I dubbi e le nostre paure affiorano lasciandoci in qualche modo bloccati sulla decisione da prendere....

Quando qualcosa è veramente “giusto” ed importante per noi, l'intero “universo” ci spingerà a farlo. Potremmo cercare di resistere, mettendolo da parte, far finta che non esista o addirittura scappare da esso. Ma se un evento, una relazione, un'attività o una carriera sono giuste per noi, esse troveranno il modo per attirare la nostra attenzione....

Se non siamo sicuri sulla decisione da prendere se fare o non fare una certa cosa, proviamo a non farla e vediamo cosa succede. Se l'impulso scompare, ecco che abbiamo trovato la risposta. Se, invece, la nostra voce interna diventa ancora più insistente e non possiamo smettere di pensarci oppure l'universo in un modo o nell'altro continua a riportarci l'idea alla nostra attenzione, allora forse è il caso che seguiamo tal impulso.....Namastè. (Anira)

OGNI MOMENTO E' " MAESTRO "


Se capiamo che ogni momento della vita è il maestro, non possiamo fare diversamente. Se siamo realmente ogni momento della nostra vita non c'è spazio per un autorità ... Quando io sono la mia sofferenza dov'è l'autorità?.....
Resta... una piccola illusione... grazie tante sarò io la mia autorità.
Ma che nessuno mi dica che cosa devo fare... Dov'è l'inganno?... Sarò io la mia autorità, costruirò da me i miei concetti della vita....E' un controsenso in cui tutti cadiamo....Namastè.(Anira)