LETTERA APERTA
CIAO ANGELA ....rispondo a cio che mi hai chiesto a riguardo dell'argomento " GENITORI E SCELTA DEL PATNER".......un'abbraccio.
Quando si capisce quando un conflitto è terminato? Quando le parti in conflitto decidono che c’è incompatibilità oppure che c’è una possibilità di accordo. Può essere concluso da una delle due parti che si ritira, o da ambedue. Può essere innescato un processo di soluzione pacifica che può risolversi in un accordo, come si può vedere che non c’è possibilità di incontro in quanto le posizioni, le culture, i valori sono appunto incompatibili. In questo caso c’è comunque un accordo nel “non accordo” e questo può essere deciso da entrambe le parti o da una sola. Un altro mezzo per concludere un conflitto può essere quello che viene usato nei conflitti di popoli, ma non solo, può anche essere adottato da coppie o da gruppi ed è lo strumento della mediazione. Una terza persona/nazione, che è al di sopra delle parti, interviene entrando nel conflitto e aiuta le parti ad intendersi: o comprendendo che non c’è intesa o comprendendo che c’è possibilità di accordo. Soprattutto in casi di conflitti tra popoli, ma anche in casi di famiglie o di coppie, questa figura diviene molto utile se non addirittura indispensabile. Fino a che c’è conflitto c’è scambio, c’è crescita, c’è insegnamento e apprendimento e soprattutto c’è relazione. Un invito e un suggerimento che posso dare è quello di non rifiutare il conflitto, di non tenere dentro di sé ciò che non va bene in una relazione. Vi invito ad esplicitare il malessere e il disagio ogni volta che si affaccia. Non abbiate paura ad entrare nel conflitto, abbiate paura quando il conflitto non c’è. Ogni volta che in una relazione si manifesta un disagio, un turbamento, una sensazione di malessere, fermatevi ed entrate in conflitto: esplicitate il vostro dissenso, confrontate con l’altro le vostre idee, dite: “Ciò che mi risulta difficile accettare/comprendere è…”. Iniziate, se volete un conflitto sano e non cruento, dicendo il vostro punto di vista senza accusare l’altro, senza giudicare, ma fatevi le vostre ragioni mettendo allo scoperto il disagio. Poi chiedete all’altro di fare lo stesso. In quel momento siete entrati veramente in relazione. Il secondo passo è quello di “ascoltare” con attenzione, profondamente, le ragioni e i valori dell’altro. Una volta che ambedue avete esplicitato il disagio, potete cercare insieme soluzioni creative che permettano ad ambedue di proseguire la relazione in maniera soddisfacente. Se le soluzioni non si trovano perché i punti di vista sono incompatibili, prendetene atto e fate le vostre scelte consapevoli. Questa incompatibilità c’era anche prima di esplicitare il conflitto e, non dicendo nulla, avete solo represso i vostri bisogni i quali prima o poi avrebbero innescato desideri di violenza. Può esserci una soluzione pacifica di un conflitto? Sì, se si mette da parte l’ego e si parla umilmente con il cuore e ascoltandosi reciprocamente. In questo caso si possono trovare soluzioni creative e convenienti per le parti. Può un conflitto sfociare in violenza? Fino a quando nessuno dei due o più contendenti in un conflitto ha il desiderio di eliminare l’altro (interlocutore o gruppo), non c’è violenza, anche se ci fossero insulti o persino percosse. La violenza è un atto che tende all’eliminazione di chi si ritiene essere la causa del malessere o della sofferenza. Come ho detto prima, nel conflitto c’è invece volontà di relazione anche quando è forte. Ci sono indicazioni particolari per affrontare un conflitto nei casi in cui si ritiene che almeno uno dei contendenti sia molto suscettibile (personalità molto reattiva)? In casi in cui vi è una situazione di forte paura (timore di potere essere eliminati) si vive una condizione di violenza, ed è auspicabile passare da questa condizione ad una condizione di confitto. Tuttavia quando si vive in uno stato di violenza, senza un intervento esterno è difficile trasformare la violenza in conflitto, suggerirei quindi in questi casi l’intervento di un mediatore esterno. Per alcune persone generare conflitti è naturale, per altre è molto difficile, perché? Inoltre credo ci siano persone (probabilmente ciò può valere anche in scala più ampia) che non sanno riconoscere il proprio disagio o, anche se provano disagio, hanno difficoltà ad individuarne le cause e questo rende difficile sia aprire che sostenere un conflitto. Cosa suggerire? Ci sono persone che in famiglia hanno vissuto situazioni conflittuali e questo le ha abituate a saper gestire le emozioni collegate o provocate dal conflitto, altre persone invece non hanno vissuto conflitti e quindi ne hanno paura o non si sentono in grado di gestire l’emozione del conflitto. Tuttavia il conflitto esiste ed è impossibile che non esista in quanto non c’è una persona uguale ad un'altra e essendoci idee diverse e concezioni di vita diverse c’è per forza di cose, insito nell’essere umano, il conflitto. Chi lo nega è perché ne ha paura e lo reprime, o a volte chi lo nega è perché ha un’immagine negativa del conflitto e, al contrario, un idea “ideale” che possa esistere un mondo idilliaco dove tutti vivono in armonia e in pace. Questo è un modo di pensare legato all’adolescenza o all’infanzia e non è reale. Chi nega il conflitto si reprime o non vuole riconoscere le sue emozioni. Tu dici che ci sono persone che non sanno riconoscere un proprio disagio o individuarne le cause. Il punto non è individuarne le cause, queste verranno fuori proprio quando si accetterà di entrare in conflitto, il punto è che il disagio fino a quando è leggero può ancora essere sopportato, ma quando diventa sofferenza o turbamento o rabbia, non può più essere negato. Il conflitto serve a stabilire la relazione e, come ho detto, a confrontare le diverse opinioni, anche se per farlo occorresse per estremo, litigare. Se si vive un rapporto o una relazione senza conflitto non vi è confronto: vi è indifferenza o repressione. L’indifferenza è una forma di violenza. “Io non ti calcolo, per me è come se tu non esistessi”. Di fatto si “elimina” l’altro dalla propria vita, non rivolgendogli la parola, e ignorando la sua esistenza anche se vive accanto a noi. Ecco perché è sempre meglio un conflitto che l’indifferenza o il non conflitto. Con questo non intendo dire che occorra entrare in conflitto se uno preferisce bere un the e l’atro un caffè o se uno preferisce dormire di più al mattino e l’altro si alza presto. Ma se questi atti ripetuti provocano irritazione e sentimenti di disagio forti, allora bisogna esplicitare all’altro il nostro disagio. Le cause poi usciranno man mano che il conflitto emerge. Facilmente si può iniziare un conflitto da una situazione apparentemente sciocca, per poi arrivare a confrontare ideali e valori molto più profondi.....
LA SERIETA' VI BLOCCA
Io scherzo costantemente con i miei pazienti sui loro problemi, per guarirli dalla serietà...che blocca il modello. ...Se siete seri, siete bloccati.... L’umorismo è la via più rapida per invertire questo processo. Se potete ridere di una cosa, potete anche cambiarla......
E' MORTO MASARU EMOTO
LA COSCIENZA DELL'ACQUA PARTE PRIMA
Ciao Masaru, goccia d'acqua in questo Oceano di Vita, ti voglio bene .....
IL SAGGIO E L'ERUDITO
Il sapere, la cultura, richiedono semplicemente una buona memoria.
L’erudito possiede risposte preconfezionate per ogni domanda che crede di aver già ascoltato; ma è impossibile ascoltare due volte la stessa domanda, muta il contesto, il tempo, le motivazioni, chi ascolta e chi pone la domanda...
Il saggio crea in ogni momento una nuova risposta, mai concepita prima, per ogni nuova realtà. L’erudito è colmo di nozioni e informazioni, il saggio, che non deve necessariamente essere colto, è ricco di intuizione, possiede una elevata consapevolezza, chiarezza di percezione, è attento, vigile, sveglio, è consapevole delle sue azioni, delle sue emozioni, dei suoi pensieri, dei suoi umori e di ogni altra sensazione provenga dal suo mondo interiore e da quello degli altri.
La mente non è altro che ricordi, memoria e questa non è affatto comprensione. La memoria è un meccanismo del tutto diverso, perfino la persona più stupida può avere un’ottima memoria.
L’intelligenza è un fenomeno del tutto diverso. Il più delle volte, le persone intelligenti non hanno affatto una buona memoria. L’intera loro energia è coinvolta nell’intelligenza e il meccanismo della memoria non riceve sufficiente nutrimento. Viceversa, una persona priva di intelligenza riversa tutte le sue energie nel suo sistema mnemonico, ed è facile incontrare persone con un’ottima memoria ma prive di intelligenza, di consapevolezza.(Osho)
Attraverso il sapere si possono raggiungere degli obiettivi, ma è con la saggezza che si scelgono gli obiettivi giusti da raggiungere.
Non è questione di sapere, ma di essere: è come cercare di conoscere il sentimento dell’amore attraverso le parole degli altri o estraendone il significato dalle pagine di un libro: in tal modo si potrà forse dare l’impressione di conoscere l’amore, ma saranno solo parole vuote....Ci si deve innamorare!...
Anche per la Verità (saggezza) valgono le stesse considerazioni: la si deve sperimentare, vivere, assorbire, si deve diventare uno con Essa....
L’erudito possiede risposte preconfezionate per ogni domanda che crede di aver già ascoltato; ma è impossibile ascoltare due volte la stessa domanda, muta il contesto, il tempo, le motivazioni, chi ascolta e chi pone la domanda...
Il saggio crea in ogni momento una nuova risposta, mai concepita prima, per ogni nuova realtà. L’erudito è colmo di nozioni e informazioni, il saggio, che non deve necessariamente essere colto, è ricco di intuizione, possiede una elevata consapevolezza, chiarezza di percezione, è attento, vigile, sveglio, è consapevole delle sue azioni, delle sue emozioni, dei suoi pensieri, dei suoi umori e di ogni altra sensazione provenga dal suo mondo interiore e da quello degli altri.
La mente non è altro che ricordi, memoria e questa non è affatto comprensione. La memoria è un meccanismo del tutto diverso, perfino la persona più stupida può avere un’ottima memoria.
L’intelligenza è un fenomeno del tutto diverso. Il più delle volte, le persone intelligenti non hanno affatto una buona memoria. L’intera loro energia è coinvolta nell’intelligenza e il meccanismo della memoria non riceve sufficiente nutrimento. Viceversa, una persona priva di intelligenza riversa tutte le sue energie nel suo sistema mnemonico, ed è facile incontrare persone con un’ottima memoria ma prive di intelligenza, di consapevolezza.(Osho)
Attraverso il sapere si possono raggiungere degli obiettivi, ma è con la saggezza che si scelgono gli obiettivi giusti da raggiungere.
Non è questione di sapere, ma di essere: è come cercare di conoscere il sentimento dell’amore attraverso le parole degli altri o estraendone il significato dalle pagine di un libro: in tal modo si potrà forse dare l’impressione di conoscere l’amore, ma saranno solo parole vuote....Ci si deve innamorare!...
Anche per la Verità (saggezza) valgono le stesse considerazioni: la si deve sperimentare, vivere, assorbire, si deve diventare uno con Essa....
ESEMPI DI IMPIEGO DEL REIKI ALL'INTERNO DI STRUTTURE SANITARIE ITALIA
In Italia il Reiki viene effettuato ai pazienti secondo tariffario del S.S.N. al Centro di Medicina Psicosomatica dell'Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano, all'Ospedale Versilia dell'Azienda Sanitaria della Regione Toscana ed al Policlinico di Roma.Vi è da segnalare inoltre la significativa esperienza del C.O.E.S. (Centro Oncologico Ematologico Subalpino) dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino Ospedale Molinette. Qui dal 2003 un progetto pilota sta svolgendo un’indagine, in collaborazione con il personale medico, sull’efficienza dei trattamenti Reiki nell’accompagnare dei malati oncologici nel corso delle diverse fasi della malattia. Il paziente è seguito da un'equipe composta di differenti figure professonali: un medico, uno psicologo, il personale infermieristico, gli operatori Reiki dell'associazione Cerchio di Luce. Il progetto sta incontrando un vasto consenso fra i pazienti e dal 2005 i trattamenti di Reiki sono inseriti nella Guida ai servizi aziendali e territoriali COES e sul sito ufficiale reteoncologicapiemontese.it dell'Ospedale Molinette di Torino.
Qui di seguito uno stralcio dall'articolo, che parla dei risulati raggiunti al termine della prima fase di sperimentazione (visto il successo il progetto è stato rinnovato), apparso il 2 febbraio 2007 nella cronaca di Torino di "La Repubblica":
"(...) Dall'esperienza di altri paesi nel mondo, [il reiki] è arrivato negli ospedali ache in Italia ed è stato sperimentato tra i pazienti oncologici in un primo studio pilota effettuato al Coes, il centro oncologico delle Molinette. Il risultato è a dir poco sorprendente. il 98 per cento delle persone trattate con il Reiki ha dichiarato di averne tratto un beneficio psicofisico.
La sensazione descritta è di un sensibile calo dell'ansia soppiantata da un effetto di rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore. In una piccola percentuale (il 10 per cento) i pazienti hanno dichiarato di aver avvertito anche una riduzione del dolore. (...)".
Nella stessa data anche Torno Cronaca e La Stampa ne hanno parlato. Quest'ultima specifca che:
"Lo studio effettuato sull'efficacia del Reiki (...) in integrazione alle terapie dei pazienti con neoplasie avanzate rivela che i 94 trattamenti esegiti hanno portato beneficio nel 98% dei casi. Il benessere è prodotto da un effetto di rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore: lo stato emotivo di tranquillità in alcuni casi si protrae anche per alcuni giorni dopo il trattamento. (...). Alcuni pazienti hanno riferito di aver notato un miglioramento della qualità del sonno. (...)"
Da notare che i risultati di ci sopra sono stati raggiunti con soli quattro trattamenti di Reiki per paziente.
Qui di seguito uno stralcio dall'articolo, che parla dei risulati raggiunti al termine della prima fase di sperimentazione (visto il successo il progetto è stato rinnovato), apparso il 2 febbraio 2007 nella cronaca di Torino di "La Repubblica":
"(...) Dall'esperienza di altri paesi nel mondo, [il reiki] è arrivato negli ospedali ache in Italia ed è stato sperimentato tra i pazienti oncologici in un primo studio pilota effettuato al Coes, il centro oncologico delle Molinette. Il risultato è a dir poco sorprendente. il 98 per cento delle persone trattate con il Reiki ha dichiarato di averne tratto un beneficio psicofisico.
La sensazione descritta è di un sensibile calo dell'ansia soppiantata da un effetto di rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore. In una piccola percentuale (il 10 per cento) i pazienti hanno dichiarato di aver avvertito anche una riduzione del dolore. (...)".
Nella stessa data anche Torno Cronaca e La Stampa ne hanno parlato. Quest'ultima specifca che:
"Lo studio effettuato sull'efficacia del Reiki (...) in integrazione alle terapie dei pazienti con neoplasie avanzate rivela che i 94 trattamenti esegiti hanno portato beneficio nel 98% dei casi. Il benessere è prodotto da un effetto di rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore: lo stato emotivo di tranquillità in alcuni casi si protrae anche per alcuni giorni dopo il trattamento. (...). Alcuni pazienti hanno riferito di aver notato un miglioramento della qualità del sonno. (...)"
Da notare che i risultati di ci sopra sono stati raggiunti con soli quattro trattamenti di Reiki per paziente.
Nel Reparto Oncologico dell'ospedale Cardinal Massaja di Asti è stata avviata nel 2008 una ricerca scientifica (approvata dal Comitato etico di Alessandria) sulla valenza dei trattamenti reiki per gli ammalati sottoposti a chemio o radioterapia. Da notare che il reparto, diretto dal primario Franco Testore, ha ottenuto, sesto in Italia, l'accreditamento all'eccellenza ed è stato segnalato tra i 5 migliori del paese per l'umanizzazione delle cure.
LA RICCHEZZA
La vera ricchezza nasce all’interno per manifestarsi fuori.La prosperità è un sentimento che ci si porta dentro. Corrisponde ad un sentimento di sicurezza di poter vivere libero senza la paura di avere mancanze...Sei qui sulla terra, con le tue particolarità, doti, talenti, forze e debolezze; e quando sei collegato e vivi con ciò che è in accordo con Te (generalmente c’è accordo tra quello che fai, ciò che pensi e ciò che dici) ti porta un senso di benessere e di soddisfazione.Più approfondisci questa sensazione più ti avvicini alla tua Sorgente che si manifesta sempre più per guidarti nella vita in un modo perfetto che puoi verificare con tutte «le coincidenze» sempre più numerose.Più c’è abbandono, meno c’è paura e attaccamento ai risultati, cosi permetti ai miracoli di manifestarsi nella tua vita.I tuoi desideri i più profondi si realizzano senza sforzo. Ogni azione, ogni decisione si concretizza ad una velocità sempre maggiore.Questo si puo’ verificare quando ti sei liberato della schiavitù della mente: quando hai sviluppato un senso di fiducia positivo verso la vita e quando i desideri del tuo cuore sono puri e contribuiscono non solo al tuo benessere, ma partecipano al benessere degli altri, puoi dire che Tu usi la mente per metterla al tuo servizio (e non il contrario).Purtroppo dipendiamo come esseri umani da tanti schemi e credenze limitanti in funzione della nostra educazione, cultura etc… nei quali siamo più o meno identificati secondo la nostra consapevolezza, forza d’animo e grado di maturità spirituale.La vera ricchezza è un livello di coscienza legata al senso di abbondanza.Più hai la capacità di sentire e provare l’abbondanza nella vita, più si manifesta.
Una delle leggi della capacità di ricevere dice che ogni volta che riconosci quello che hai, ne aumenti la presenza nella tua vita, e ogni volta che non lo riconosci è più difficile riceverne ancora.
Cioè più vedi che ricevi e più ricevi.
INVITO AL RISVEGLIO
Nel corso dei dieci milioni di anni in cui l'uomo è vissuto come Dio incarnato, la maggior parte di Voi a continuato a tornare....vita dopo vita...in questo luogo chiamato TERRA......Perche?....Perche siamo talmente sprofondati nelle illusioni di questo piano da aver dimenticato il tremendo POTERE che fluisce in noi.....nel corso di dieci milioni di anni, da Esseri Sovrani e Onnipotenti siamo diventati cio che siamo oggi....Esseri totalmente perduti nella materia, schiavi delle nostre stesse creazioni...schiavi del dogma...della legge...della moda...della tradizione....divisi in nazioni, religioni....sessi e razze....affondati nella gelosia...nell'amarezza....nella colpa e nella paura...nella lotta per la sopravvivenza e abbiamo dimenticato la nostra vera Grandezza.
Molti Maestri sono venuti qui nel corso della nostra storia, per vie diverse hanno cercato di ricordarci chi siamo.
Sono stati Re, conquistatori, schiavi, eroi, Cristo crocefisso, maestri, guide, amici, filosofi e qualunque altra forma in grado di portare CONOSCENZA su questo piano...Talvolta sono intervenuti nelle nostre vicende per impedire di auto distruggerci e per permettere alla vita qui di continuare ad offrire il campo per le nostre esperienze e per la nostra evoluzione verso la gioia...
Ma noi li abbiamo perseguitati uno dopo l'altro....e quando non li abbiamo perseguitati li abbiamo trasformati in statue e abbiamo stravolto le loro parole secondo i nostri disegni....molti di noi si sono limitati a venerare i maestri anziche' applicare i loro insegnamenti.....VI INVITO AL RISVEGLIO.....NAMASTE'
Molti Maestri sono venuti qui nel corso della nostra storia, per vie diverse hanno cercato di ricordarci chi siamo.
Sono stati Re, conquistatori, schiavi, eroi, Cristo crocefisso, maestri, guide, amici, filosofi e qualunque altra forma in grado di portare CONOSCENZA su questo piano...Talvolta sono intervenuti nelle nostre vicende per impedire di auto distruggerci e per permettere alla vita qui di continuare ad offrire il campo per le nostre esperienze e per la nostra evoluzione verso la gioia...
Ma noi li abbiamo perseguitati uno dopo l'altro....e quando non li abbiamo perseguitati li abbiamo trasformati in statue e abbiamo stravolto le loro parole secondo i nostri disegni....molti di noi si sono limitati a venerare i maestri anziche' applicare i loro insegnamenti.....VI INVITO AL RISVEGLIO.....NAMASTE'
LA SFIDUCIA
Fin da piccoli siamo educati alla sfiducia. Sei stato educato in modo tale che ti è impossibile aver fiducia. Il dubbio è stato piantato profondamente nel tuo essere. Di fatto, è una strategia di sopravvivenza: se non dubiti, non sarai in grado di sopravvivere. Devi guardare il mondo con occhi ostili, come se tutti fossero nemici. Non puoi neanche fidarti dei tuoi stessi genitori.
Col tempo il bambino impara che non può fidarsi di nessuno. I genitori sono molto contraddittori, dicono una cosa e ne fanno un'altra. Il bambino si sente confuso. Per lui è molto difficile capire ciò che realmente vuole sua madre. In realtà anche la madre stessa non lo sa. E il bambino sente sempre di più che è impossibile aver fiducia in qualcuno. Così nasce la sfiducia… Non fidarti di chi ti sta intorno. I tuoi maestri, i genitori, i tuoi amici, il tuo quartiere, la società, il prete, il politico: sono tutti ipocriti, ti stanno tutti ingannando. In questo mondo non puoi fidarti di nessuno. Prima o poi questa conclusione si affaccia alla mente del bambino. Ma il danno più grande è che il bambino non può neanche fidarsi di se stesso. Perché? Perché qualsiasi cosa faccia seguendo la sua natura, non piace mai a nessuno. Qualsiasi cosa faccia seguendo ciò che sente viene sempre condannata come sbagliata.
Vuole andare a giocare con gli amici e la mamma dice: ”Fai i compiti”. Se avesse fiducia in ciò che sente dovrebbe andare fuori a giocare, ma è pericoloso. La madre si arrabbierà e domani a scuola anche la maestra si arrabbierà… e lo puniranno! Non può aver fiducia in ciò che sente, quindi fa uno sforzo e si siede a fare i compiti. Quando vuole cantare, non può. Quando vuole giocare non può. Qualsiasi cosa voglia, sono tutti contro. Sembra che ci sia una cospirazione. Via via, comincia a sentire che: “Se faccio ciò che mi piace, vengo punito. Se non faccio ciò che mi piace vengo apprezzato”. Come può aver fiducia in se stesso? È pericoloso! In questo modo prima perde la fiducia negli altri, poi perde la fiducia in se stesso. Ecco perché è così difficile avere fiducia. Tutta la tua vita è contro la fiducia. Ti succederà molte volte, ma questo è naturale, non c'è niente di cui preoccuparsi. Molte volte ti perderai nel dubbio. Ricordatelo e torna indietro, riprendi di nuovo il filo della fiducia. Col tempo, come hai imparato la sfiducia, dovrai disimpararla. Come hai imparato la sfiducia, dovrai imparare la fiducia. E imparare la sfiducia è facile perché soddisfa l'ego. Imparare la fiducia è più difficile perché lo distrugge. La fiducia porta una nuova brezza, una nuova apertura, una nuova porta. Tu non la conosci. Ti stai muovendo in un territorio sconosciuto. E così nasce la paura. E non puoi neanche fidarti di te stesso, altrimenti non ci sarebbe così tanta paura. Se avessi fiducia in te stesso, sapresti almeno da dove cominciare. Ma non c'è neanche quella. La fiducia come tale è semplicemente scomparsa dalla tua vita, quella dimensione è inaccessibile per te. La tua mente troverà mille argomenti contro la fiducia. Non puoi fidarti di nessuno. E non puoi fidarti di te stesso. Ti ricordi un momento della tua vita in cui la fiducia ti è stata di aiuto? Ti ricordi di qualche volta in cui la fiducia ti ha portato qualche beneficio? Quando hai avuto fiducia, sei stato sempre ingannato. Col tempo hai perso fiducia nella tua stessa fiducia, nel tuo stesso essere. Di fatto la questione non sta nel perché non puoi fidarti. Ora hai iniziato a pensare alla fiducia, sta crescendo in te il desiderio di aver fiducia. Il seme sta germogliando. Sono contento che in te sia nata questa domanda. Almeno non hai smesso di cercare la fiducia. E questo basta. Adesso sono possibili molte cose. Se continui a insistere in questa ricerca, se continui a cercare situazioni in cui permetti alla fiducia di esistere… In principio sarà difficile, a causa delle vecchie abitudini. Ma quando comincerà a succedere, un po' alla volta, passo dopo passo, sarai riempito da un tale benessere, che sarai capace di rischiare sempre di più. Solo sperimentandola troverai il coraggio. E un giorno, potrai rischiare tutto per la fiducia, perché il divino arriva attraverso la fiducia, l'amore arriva attraverso la fiducia, attraverso la fiducia arriva tutto ciò che è bello. Con il dubbio non c'è altro che tristezza; con il dubbio non c'è altro che il buio; con il dubbio non ci sono altro che incubi; con il dubbio non c'è altro che l'inferno. A te la scelta. La società ha fatto il suo lavoro, ti ha corrotto profondamente. Ma ora non c'è bisogno di piangere sul latte versato. Qualsiasi cosa sia successa, è successa, ma può essere cambiata. Devi prendere coscientemente nota di questo e cominciare a lavorarci sopra. Lavorare su questo è l'impresa più grande della vita.....
Col tempo il bambino impara che non può fidarsi di nessuno. I genitori sono molto contraddittori, dicono una cosa e ne fanno un'altra. Il bambino si sente confuso. Per lui è molto difficile capire ciò che realmente vuole sua madre. In realtà anche la madre stessa non lo sa. E il bambino sente sempre di più che è impossibile aver fiducia in qualcuno. Così nasce la sfiducia… Non fidarti di chi ti sta intorno. I tuoi maestri, i genitori, i tuoi amici, il tuo quartiere, la società, il prete, il politico: sono tutti ipocriti, ti stanno tutti ingannando. In questo mondo non puoi fidarti di nessuno. Prima o poi questa conclusione si affaccia alla mente del bambino. Ma il danno più grande è che il bambino non può neanche fidarsi di se stesso. Perché? Perché qualsiasi cosa faccia seguendo la sua natura, non piace mai a nessuno. Qualsiasi cosa faccia seguendo ciò che sente viene sempre condannata come sbagliata.
Vuole andare a giocare con gli amici e la mamma dice: ”Fai i compiti”. Se avesse fiducia in ciò che sente dovrebbe andare fuori a giocare, ma è pericoloso. La madre si arrabbierà e domani a scuola anche la maestra si arrabbierà… e lo puniranno! Non può aver fiducia in ciò che sente, quindi fa uno sforzo e si siede a fare i compiti. Quando vuole cantare, non può. Quando vuole giocare non può. Qualsiasi cosa voglia, sono tutti contro. Sembra che ci sia una cospirazione. Via via, comincia a sentire che: “Se faccio ciò che mi piace, vengo punito. Se non faccio ciò che mi piace vengo apprezzato”. Come può aver fiducia in se stesso? È pericoloso! In questo modo prima perde la fiducia negli altri, poi perde la fiducia in se stesso. Ecco perché è così difficile avere fiducia. Tutta la tua vita è contro la fiducia. Ti succederà molte volte, ma questo è naturale, non c'è niente di cui preoccuparsi. Molte volte ti perderai nel dubbio. Ricordatelo e torna indietro, riprendi di nuovo il filo della fiducia. Col tempo, come hai imparato la sfiducia, dovrai disimpararla. Come hai imparato la sfiducia, dovrai imparare la fiducia. E imparare la sfiducia è facile perché soddisfa l'ego. Imparare la fiducia è più difficile perché lo distrugge. La fiducia porta una nuova brezza, una nuova apertura, una nuova porta. Tu non la conosci. Ti stai muovendo in un territorio sconosciuto. E così nasce la paura. E non puoi neanche fidarti di te stesso, altrimenti non ci sarebbe così tanta paura. Se avessi fiducia in te stesso, sapresti almeno da dove cominciare. Ma non c'è neanche quella. La fiducia come tale è semplicemente scomparsa dalla tua vita, quella dimensione è inaccessibile per te. La tua mente troverà mille argomenti contro la fiducia. Non puoi fidarti di nessuno. E non puoi fidarti di te stesso. Ti ricordi un momento della tua vita in cui la fiducia ti è stata di aiuto? Ti ricordi di qualche volta in cui la fiducia ti ha portato qualche beneficio? Quando hai avuto fiducia, sei stato sempre ingannato. Col tempo hai perso fiducia nella tua stessa fiducia, nel tuo stesso essere. Di fatto la questione non sta nel perché non puoi fidarti. Ora hai iniziato a pensare alla fiducia, sta crescendo in te il desiderio di aver fiducia. Il seme sta germogliando. Sono contento che in te sia nata questa domanda. Almeno non hai smesso di cercare la fiducia. E questo basta. Adesso sono possibili molte cose. Se continui a insistere in questa ricerca, se continui a cercare situazioni in cui permetti alla fiducia di esistere… In principio sarà difficile, a causa delle vecchie abitudini. Ma quando comincerà a succedere, un po' alla volta, passo dopo passo, sarai riempito da un tale benessere, che sarai capace di rischiare sempre di più. Solo sperimentandola troverai il coraggio. E un giorno, potrai rischiare tutto per la fiducia, perché il divino arriva attraverso la fiducia, l'amore arriva attraverso la fiducia, attraverso la fiducia arriva tutto ciò che è bello. Con il dubbio non c'è altro che tristezza; con il dubbio non c'è altro che il buio; con il dubbio non ci sono altro che incubi; con il dubbio non c'è altro che l'inferno. A te la scelta. La società ha fatto il suo lavoro, ti ha corrotto profondamente. Ma ora non c'è bisogno di piangere sul latte versato. Qualsiasi cosa sia successa, è successa, ma può essere cambiata. Devi prendere coscientemente nota di questo e cominciare a lavorarci sopra. Lavorare su questo è l'impresa più grande della vita.....
COME STAI??
C'è una domanda molto comune che le persone usano rivolgersi e che, proprio per il suo carattere rituale, di regola viene percepita come una semplice forma di cortesia. Ad essa solitamente si risponde in maniera evasiva, con formule altrettanto di circostanza. La domanda è: "Come stai?"
E' una domanda che merita più considerazione. Prova a portela: Come stai? Come stai proprio adesso, in questo preciso momento? Prenditi un istante e prova a osservare con calma il tuo corpo e la tua mente: sei davanti al monitor, gli occhi puntati a leggere con qualche sforzo queste parole sullo schermo luminoso, una mano appoggiata sul mouse, le dita pronte a cliccare… Forse la spalla e il collo sono contratti, la schiena un po' incurvata, il respiro corto… E probabilmente la prospettiva di leggere un testo che da qui si prospetta lungo (su Internet, poi, dove il tempo è denaro!) suscita in te una sottile tensione, un'oscillazione tra la volontà di proseguire la lettura e la tentazione di rimandarla a un momento di maggior freschezza, saltabeccando via in cerca di qualcosa di meno impegnativo.
Niente di sorprendente: piccoli stress di questo tipo non sono per nulla rari, nel corso di una giornata qualsiasi - non parliamo poi di stress ben maggiori… Raro è invece che qualcosa o qualcuno intervenga con un break a farceli notare mentre li stiamo vivendo. Del resto, perché dovremmo perdere tempo in simili futilità?
Una storiella zen racconta di un uomo su un cavallo: il cavallo galoppa veloce, e pare che l'uomo debba andare in qualche posto importante. Un tale, lungo la strada, gli grida: "Dove stai andando?" e il cavaliere risponde: "Non so! Chiedi al cavallo!".....
E' una domanda che merita più considerazione. Prova a portela: Come stai? Come stai proprio adesso, in questo preciso momento? Prenditi un istante e prova a osservare con calma il tuo corpo e la tua mente: sei davanti al monitor, gli occhi puntati a leggere con qualche sforzo queste parole sullo schermo luminoso, una mano appoggiata sul mouse, le dita pronte a cliccare… Forse la spalla e il collo sono contratti, la schiena un po' incurvata, il respiro corto… E probabilmente la prospettiva di leggere un testo che da qui si prospetta lungo (su Internet, poi, dove il tempo è denaro!) suscita in te una sottile tensione, un'oscillazione tra la volontà di proseguire la lettura e la tentazione di rimandarla a un momento di maggior freschezza, saltabeccando via in cerca di qualcosa di meno impegnativo.
Niente di sorprendente: piccoli stress di questo tipo non sono per nulla rari, nel corso di una giornata qualsiasi - non parliamo poi di stress ben maggiori… Raro è invece che qualcosa o qualcuno intervenga con un break a farceli notare mentre li stiamo vivendo. Del resto, perché dovremmo perdere tempo in simili futilità?
Una storiella zen racconta di un uomo su un cavallo: il cavallo galoppa veloce, e pare che l'uomo debba andare in qualche posto importante. Un tale, lungo la strada, gli grida: "Dove stai andando?" e il cavaliere risponde: "Non so! Chiedi al cavallo!".....
RINGRAZIAMENTI
Riconosco la Vostra grande pazienza nel seguire giornalmente questo Blog ...desideravo ringraziarti con tutto il cuore per la sensibilita' che stai dimostrando nel dedicare una parte del Tuo tempo a leggere...a farti domande........a meditare un po "insieme"....se non ci fossi stato TU questo Blog non sarebbe "cresciuto" cosi in fretta ....Ma sopratutto GRAZIE A TE che sta scalando vorticosamente le classifiche dei Blog piu visitati...la TUA dedizione e la tua gentilezza non possono che meritare la mia GRATITUDINE......SENZA DI "TE" QUESTO NON SAREBBE POTUTO ACCADERE......NAMASTE' (Il Budda che è in me si inchina davanti al Budda che è in Te).....
EGREGORE ( forme pensiero)
Le Egregore o "forme pensiero" vengono prodotte delle vibrazioni nel corpo mentale e queste irradiano delle onde nello spazio circostante, se il pensiero è sufficientemente forte e definito, si viene a creare una struttura energetica,chiamata "forma-pensiero", tanto più potente e resistente, quanto più forte è stato il pensiero che l'ha generata.....
Ogni pensiero, produce delle onde che tendono a propagarsi nello spazio circostante, perché nell'atmosfera vi è molta materia mentale pronta a rispondere a simili impulsi. Queste onde sono simili a quelle create da una pietra che cade in uno stagno; però non si propagano in un piano solo, ma in molte dimensioni, come quelle del sole o di una lampada....Le onde pensiero nate da una motivazione personale, con molto contenuto emotivo, sono solitamente sommerse da una moltitudine di vibrazioni del medesimo livello e sono costrette a perdersi nella confusione. Un pensiero di carattere elevato, ha invece un campo di azione molto più vasto, perché si propaga nella materia sottile del Mondo mentale dove vi sono pochi pensieri e si può espandere con facilità....
Perciò ciascuno di noi dovrebbe mantenere pensieri elevati al fine di irradiare su coloro che ci circondano amore, calma, pace, e così via. Purtroppo pochi sono consapevoli del bene che potrebbero fare servendosi della potenza del pensiero...
Ogni individuo si muove nello spazio, racchiuso in una specie di gabbia, costituita dalle forme-pensiero frutto delle sue abituali attività mentali; questa "gabbia" costituita da idee cristallizzate, pregiudizi e preconcetti, gli impedisce di vedere le cose nella loro giusta luce e lo porta ad interpretare ciò che vede e sente in modo del tutto personale. Pertanto un individuo non vedrà mai nulla con precisione, finché non avrà raggiunto il completo dominio dei propri sentimenti e dei propri pensieri...
Se un certo pensiero è ripetuto più volte, può generare una forma-pensiero talmente forte che, per evitare la propria estinzione, arriva a ricreare il pensiero che l'ha generata nella mente del pensatore. Da questo fatto nasce il grande pericolo che corrono coloro che si "divertono" assistendo a film dell'orrore o similari. Essi, senza saperlo, creano una forma-pensiero di tensione e terrore che, nel tempo, può instaurare paure irragionevoli a cui i tranquillanti potranno offrire solo un leggero sollievo....
Un egregore è un'entità collettiva creata dal pensiero di tutti gli individui appartenenti a un raggruppamento, a un popolo, oppure a una religione; per esempio... i loro pensieri, i loro desideri che vanno tutti nella medesima direzione formano un egregore impregnato, nutrito, modellato da quella collettività....
ORA QUANDO PENSI CHIEDITI........E' "MIO" CIO CHE STO PENSANDO!?!?....Namastè
COS'E' IL REIKI E COME AGISCE
Il Reiki è un metodo naturale che mira a ristabilire nell’individuo il corretto equilibrio energetico favorendo un sempre maggiore benessere psicofisico.Il suo fondatore è stato Mikao Usui, giapponese che intorno agli anni 20 lo scoprì dopo una intensa e regolare ricerca meditativa. il Reiki è al giorno d’oggi praticato e diffuso in tutto il mondo, recentemente è stato introdotto presso alcune unità ospedaliere di Torino e Milano. Il termine Reiki indica la connessione tra l’Energia UniversaleRei: la Pura Potenzialità Creativa o energia del Cosmo che pervade in tutte le cose e l’Energia IndividualeKi: la Corrente di Vita che anima tutte le manifestazioni dell’esistenza. Questa energia che apparentemente si presenta invisibile è invece a tutti gli effetti una cosa reale e confermata dagli studi della fisica quantistica. Il praticante di Reiki è in grado di attingere coscientemente a questa energia o forza vitale, conosciuta anche come Prana o Bioenergia e di incanalarla e trasmetterla attraverso le proprie mani su se stesso e sugli altri promuovendo, così, lo scioglimento dei blocchi e delle congestioni energetiche del corpo. Questa disciplina rappresenta per chi la pratica un percorso di crescita personale e spirituale. Il praticante Reiki utilizza l'energia vitale che ci circonda per risvegliare il naturale processo di guarigione su di sé o sul ricevente. Il Reiki é un metodo che mette in relazione la propria energia con l'energia cosmica per portare l'essere ad un risanamento completo a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale.
Un trattamento di Reiki è:
Il Reiki sollecita l’auto-guarigione naturale.
Il Reiki potenzia e riequilibra la circolazione energetica in tutte le aree del corpo.
Il Reiki rigenera i tessuti.
Il Reiki avvia processi di disintossicazione per l'eliminazione delle tossine.
Il Reiki induce uno stato di profondo rilassamento.
Il Reiki si adegua alle necessità naturali del soggetto.
L'efficacia del Reiki è immediata ed evidente, in primo soccorso specialmente in caso di tagli, sanguinamenti, bruciature, botte e dolore acuto.
Il Reiki è compatibile con altri metodi di guarigione.
Il Reiki lavora su tutti i livelli: fisico, mentale, emozionale e spirituale. L'energia Reiki fluisce da sola non occorre dirigerla o manipolarla.
Non serve concentrazione mentale, il praticante è soltanto un canale in cui fluisce l’energia.
Il Reiki non è un sistema di credenze, non è una religione, una filosofia o una setta
Di norma un trattamento Reiki può durare circa un’ora e si pratica rimanendo vestiti con abiti comodi possibilmente sdraiati per favorirne il rilassamento ma può essere praticato anche su soggetti impossibilitati a sdraiarsi come nel caso di persone anziane o con difficoltà. Il praticante appoggia le mani sul corpo del ricevente e secondo uno schema di trattamento passa da un punto all’altro con intervalli di circa tre minuti. Secondo le singole esigenze di chi lo riceve può essere valutato un trattamento personale su specifici punti.
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