FOCALIZZAZIONE E FISICA QUANTISTICA

Dobbiamo formulare ciò che vogliamo, ed essere talmente centrati, talmente focalizzati, e talmente consapevoli da perdere persino il senso di noi stessi, il senso del tempo, il senso della nostra identità..... Nel momento in cui diveniamo così coinvolti nell’esperienza, da perdere il senso di noi stessi e del tempo, questa diventa la sola immagine reale..... Chiunque ha avuto l’esperienza di gestire la propria mente per raggiungere ciò che si desidera.
Questa è la Fisica Quantistica in azione.... Questo è manifestare la realtà.....
AMA SENZA TABU'

Devo parlare perchè non c'è altro modo per portarti verso il silenzio che esiste dentro di me......Tu non lo staresti a sentire, sai ascoltare soltanto le parole.Per questo sorrido quando comincio a parlare.Ma mentre parlo è difficile sorridere, è una tale tortura, uno sforzo iutile dire qualcosa che non può venire detto, parlare di ciò di cui non si può parlare...Ma non c'è altro modo, per cui devo continuare.....
Un pò alla volta sarai in grado di sentire il non verbale, quello che è oltre alle parole.Piano piano sarai in grado di ascoltarmi quando non stò parlando e allora non ce ne sarà più bisogno...Allora sorriderò continuamente...
1- Ricorda: il dubbio è la cosa più preziosa che hai,poiché un giorno ti aiuterà a scoprire la verità. Ecco perché vorrei che questa fosse la mia prima richiesta: dubita finché non hai scoperto. Non credere finché non sei venuto a conoscenza di te stesso. Allorché credi,non sarai più in grado di conoscere te stesso; poiché la fede uccide il dubbio. Uccide l’indagine. Ti allontana dal tuo strumento più prezioso. Dubita, e continua a dubitare finché non arrivi a un punto in cui non puoi più farlo. E accadrà solo quando arriverai a conoscere qualcosa di te stesso. Allora non c’è più motivo di dubitare, non c’è più spazio per il dubbio.
2- La seconda richiesta: non imitare mai.La mente è un’imitatrice, poiché l’imitazione è molto facile. Essere qualcuno è difficile. Diventare qualcuno è semplice – devi solo essere ipocrita, cosa non complessa. Dentro di te rimani lo stesso di sempre, ma in superficie continui a dipingerti in funzione di un’immagine. Puoi essere solo te stesso. Tutto ciò che è originale ha la sua bellezza, la sua fragranza. Ogni cosa imitata è morta,spenta,falsa. Puoi fare finta,ma chi puoi ingannare? Eccetto te stesso, nessuno. E che senso ha ingannarsi?. La prima cosa da imparare è che non imitare è uno dei fondamenti della vita religiosa. Non essere cristiano, e nemmeno mussulmano o indù, così potrai scoprire chi sei. Ma di solito inizi a pensare che sei cristiani. Piano piano, condizionato dalla società,dai genitori, dall’educazione, lo diventi. Ti scordi completamente di non essere nato cristiano, dimentichi del tutto il tuo potenziale. Ti sei mosso in una direzione che forse non corrisponde al tuo potenziale. Te ne sei allontanato, dovrai tornare indietro. Quando dico questo a una persona fa male. Manon posso fare altrimenti. Deve far male. Nel diventare cristiano ti sei allontanato chilometri…. li devi ripercorrere all’indietro, e sarà un’impresa ardua. Ma se non ritorni al punto dal quale ti sei allontanato, non potrai scoprire te stesso – ed è questo ciò che si deve scoprire.....
3- La terza richiesta: guardati dal sapere teorico. Diventare colti non costa nulla. Hai a disposizione testi sacri, libri, università; è semplice diventare colti. E una volta diventato colto, ti trovi in uno spazio molto delicato, poiché l’ego vuole credere che questo sapere sia tuo, che non si tratta solo di conoscenze acquisite, ma della tua saggezza. L’ego vorrebbe trasformare la conoscenza in saggezza. Inizierai a credere di sapere. Non sai nulla. Conosci solo i libri e ciò vi è scritto. Solo parole, e le parole non sono esperienza.Puoi continuare a ripetere per milioni di volte la parola amore, non ti darà alcun assaggio dell’amore. Ma se leggi dei libri sull’amore – e ne esistono migliaia – puoi diventare così sapiente sull’amore, da dimenticare completamente che non hai mai amato, che non sai cosa significhi l’amore, oltre a ciò che è scritto nei libri. Quindi la terza cosa è guardarsi dal sapere teorico, essere così sveglio e attento che, in qualunque momento tu lo voglia, puoi mettere da parte il tuo sapere e questo non bloccherà la tua visione. Il tuo sapere non si frapporrà mai tra te e la realtà. Devi incontrare la realtà completamente nudo. Ma se tra te e la realtà ci sono troppi libri, ciò che vedrai non sarà il Reale. Sarà totalmente distorto dai tuoi libri che, ciò che vedi, non avrà alcuna connessione con la realtà.
4- La quarta cosa: non posso dire, come fanno tutte le religioni, che pregare ti renderà religioso, perché si tratterebbe di una falsa religiosità. Quindi la parola preghiera, nella mia concezione di religiosità, deve essere completamente abbandonata. Dio non esiste, perciò parlare a un cielo vuoto è assolutamente insensato. Amore è la mia parola chiave, non preghiera. Dimentica la parola preghiera, sostituiscila con amore. L’amore non è rivolto a un Dio invisibile. E’ rivolto a ciò che è visibile – gli esseri umani, gi animali, gli alberi, gli oceani, le montagne. Dischiudi quanto più ti è possibile le ali dell’amore. E ricorda che l’ amore non ha bisogno di una fede. Anche l’ateo ama, anche il comunista e il materialista amano. Quindi è qualcosa di intrinseco – non è imposto dall’esterno – è il tuo potenziale di essere umano. E vorrei che ti affidassi a quello, piuttosto che ai falsi condizionamenti religiosi. Porta con te solo l’amore, è parte del tuo essere. Ama senza inibizioni, senza tabù.....NAMASTE'
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IL RISPETTO

Il rispetto presuppone “conoscenza”, di se stessi e dell’altro o degli altri con cui si ha a che fare. Innanzi tutto occorre conoscere se stessi, il proprio ego, i propri bisogni, i propri valori. Aver ben chiaro fino a dove ci spingono i nostri bisogni è utile al fine di farsi rispettare e di rispettare gli altri. Alcuni bisogni sono creati da un certo tipo di educazione carente e il soddisfarli diventa un’esigenza molto forte che può perfino andare in contrasto con i propri valori. Faccio un esempio, se il bisogno di affetto è molto forte, perché l’educazione che abbiamo ricevuta è stata carente affettivamente e, a questa mancanza (come spesso accade) si è unita una mancanza di riconoscimento e di attenzione (importanza), l’adulto avrà un forte impulso ad agire in modo da fare “incetta” di affetto (“più ne ho e meno mi mancherà”), di riconoscimenti e a sentirsi importante. Se questo adulto ha una chiara consapevolezza dei suoi valori, agirà di conseguenza, con coerenza e rispettando i valori. Se non avrà coscienza dei suoi valori, agirà appunto d’”impulso”. Quindi avrà come dei paraocchi e paraorecchi e andrà avanti per la sua strada di ricerca di affetto senza tenere conto di niente e di nessuno intorno a sé. Calpesterà così inevitabilmente i valori di chi gli sta accanto o delle persone con le quali verrà in contatto. Anche perché, quando non si hanno valori chiari (punti di riferimento) si agisce per “evitare” le paure. Quindi, se la paura è “se non ho affetto resterò solo”, si farà in modo da creare situazioni in cui la cosa più importante non è il dare e ricevere affetto in uno scambio “sano”, ma il non restare soli. Quindi si accetteranno situazioni anche ambigue, situazioni in cui gli affetti possono essere scambiati per amore, in cui pur essendo dentro una coppia si cercherà affetto anche fuori e in maniera non corretta, ecc. In questo caso non si sta rispettando né se stessi (in quanto non si è agito secondo i propri valori, non conoscendoli), né il partner (non avendo tenuto conto della sensibilità e dei valori di chi ci accompagna). Lo stesso vale per gli altri. Se, ad esempio io non conosco i valori di un’altra persona, e non conosco i miei, non posso farmi rispettare e nemmeno rispettare l’altro. Se invece conosco i miei valori ma non quelli dell’altro posso pretendere rispetto? Ciò che per me sarà rispetto per l’altro potrebbe non esserlo e viceversa. Facciamo il caso di due persone di differenti usi, costumi e religioni. Per un occidentale andare in giro con magliette scollate, minigonne e con il volto scoperto non è una mancanza di rispetto, per un orientale sì. Per un occidentale usare certe frasi anche a doppio senso sessuale e un frasario diciamo”sboccato” verso una donna non è mancanza di rispetto, ma “cameratismo”, per un orientale sarebbe impensabile e sarebbe una grave mancanza di rispetto. Di esempi potete trovarne intorno a voi parecchi. Allora c’è un “rispetto universale”? C’è un confine o un limite oltre il quale non si può andare? C’è un controllo “ecologico” che vale per noi e per gli altri: quando abbiamo il dubbio che qualcuno ci abbia mancato di rispetto fermiamoci prima di reagire e facciamo un controllo ecologico su noi stessi (questo è anche un modo per evolversi e per crescere). Chiediamoci: - Con quella frase/azione lui/lei voleva “veramente” offendermi e mancarmi di rispetto? - Perché lo ha detto/fatto? Quale fine o quale aspettativa c’era dietro quella frase/azione? - Come mi sono sentito/a io? - Perché ho ritenuto quella frase/azione una mancanza di rispetto nei mie confronti? - Io, al suo posto, cosa avrei fatto? - Se avessi avuto il fine che imputo all’altro, avrei agito nello stesso modo? - Quali sensazioni negative ha risvegliato in me quella frase/azione? - A quali dei miei due genitori apparteneva quel modo di dire/fare? Dopo questa attenta analisi(che suggerisco di fare per iscritto), parlate alla persona chiedendo: - La tua azione/frase mi ha fatto sentire a disagio perché ho sentito come una “mancanza di rispetto” nei miei confronti. Era questa la tua intenzione? - Dicendo/agendo così, hai pensato che avresti potuto farmi sentire a disagio? - Cosa è il rispetto per te? … Ti dico cos’è il rispetto per me… - Io al tuo posto avrei fatto/detto… - Le mie sensazioni al sentirti/al vederti agire così sono state:... Nel caso abbiate confidenza o siate una coppia, potete andare più a fondo ed entrare nei bisogni dell’uno e dell’altro e nell’analisi dei rispettivi genitori. In questo caso potrebbe partire un’analisi attenta volta a guarire il karma familiare. Se l’educazione che si è ricevuta è stata disattenta riguardo al rispetto o al contrario è stata troppo attenta, si può creare uno scontro tra educazioni diverse, in questo caso serve tenere conto delle diversità e valutare la “gravità”, sulla base dei nostri valori e dei valori dell’altro, della mancanza di rispetto. L’analizzare insieme cosa accade è sempre fonte di scambio e di crescita, anche con una persona estranea. C’è invece un rispetto che va sempre dato e preteso ed è il rispetto della propria dignità di essere umano. Ovvero: offese e abusi fisici non vanno accettati in nessun caso, né vanno fatti; offese e abusi sessuali lo stesso; non umiliare, non sminuire; non accettare umiliazioni, non accettare di essere sminuiti. Non offendere e abusare vuol dire anche tenere conto dei limiti altrui. Una parolaccia può scappare in uno stato di rabbia, ma non deve essere continua e sminuente verso una persona. Abusare non vuol dire solo esercitare una violenza fisica su una persona (ferire, picchiare), ma anche andare oltre quello che questa persona può accettare/sopportare per la sua dignità, per la sua storia familiare, per il suo percorso di vita, per la sua esperienza. Rispetto è sinonimo di sensibilità e di umiltà. Dietro l’abuso c’è ego e insensibilità verso l’altro. Mancanza di rispetto è anche l’indifferenza. Vivere accanto ad una persona ignorandola vuol dire non dare valore alla sua dignità di essere umano. Mancanza di rispetto è anche la maleducazione, ovvero rivolgersi ad un’altra persona in maniera mal-educata. Suggerisco quindi, tranne nei casi sopra elencati, di valutare sempre, prima di emettere un giudizio di “mancanza di rispetto”, caso per caso e di farsi e fare le domande di cui sopra. Un confronto riguardo al rispetto può essere molto utile per capire la propria apertura, la capacità di comprendere l’altro, la propria chiusura, il proprio metro di giudizio, la propria famiglia e può risultare perciò veramente utile per il percorso evolutivo.
GRATITUDINE

La gratitudine unisce.....
Sentirsi grati è come sentirsi a casa: perciò siamo così contenti. Allora la nostra vera casa, la nostra vera origine, non è altro che gratitudine.
Che tutti noi si possa essere grati.
Che tutti si possa percepire la gratitudine dentro di noi e quella che ci viene da fuori. Che tutto il mondo possa essere più grato.
Che ondata di calma e di gioia, se soltanto la gratitudine generale aumentasse un poco...
Quando pensiamo che le cose ci siano dovute, non possiamo essere grati....
Quando abbiamo capito che nulla ci è dovuto, allora incominciamo ad essere fervidamente grati, allora ci coglie di sorpresa la gratitudine....
Quando non diamo più le cose per scontate, ci ritroviamo in mano la gratitudine...GRAZIE A TUTTI VOI ......NAMASTE'
LA PROFEZIA

Avete mai sentito parlare della profezia dell'Armageddon? L'avete vissuta per tutta questa vostra vita. L'Armageddon è la battaglia tra la realizzazione di Dio e l'accettazione dell'anticristo, che è l'ego alterato che non permette ai pensieri illimitati di entrare nel vostro cervello per trovarvi un'espressione illimitata. È la guerra tra la consapevolezza sociale e la conoscenza illimitata. Questo è l'Armageddon non una battaglia fuori di voi, ma in voi il conflitto in voi tra il Cristo che emerge e l'ego alterato che vuole mantenere il controllo.
Sebbene il vostro cervello sia stato progettato per ricevere ogni frequenza di pensiero della mente di Dio, la totalità della conoscenza, esso si attiverà solo per captare quelle frequenze che voi vi permettete di ricevere. E di tutti i meravigliosi pensieri che affluiscono al Dio che vi tiene insieme, l'unica conoscenza che la maggior parte di voi si permette, sono i pensieri a bassa frequenza della consapevolezza sociale, che sono molto limitati, molto chiusi, come ben sapete per esperienza. E quando vivete secondo la consapevolezza sociale e pensate utilizzando solo le frequenze che predominano a quel livello limitato del pensiero, le uniche parti del cervello ad essere attivate sono i livelli superiori destro e sinistro del cervello ed alcune parti del cervelletto, che si trova alla sommità della spina dorsale. La maggior parte del vostro cervello resta addormentata; non fa nulla. Ciò succede perché ogni pensiero che non si accordi con il pensare limitato della vostra famiglia, dei vostri conoscenti, della vostra società o dei vostri dogmi, lo rifiutate. Lo respingete, ossia vi permettete di contemplare e di pensare solo i pensieri che vengono accettati dagli altri.....NAMASTE'
LA NOSTRA REALTA'

Questo mondo che chiamate "realtà" non esisterebbe se non aveste avuto gli occhi per percepirlo attraverso una toccante emozione nella vostra anima, sarebbe un nulla. Tutto questo paradiso di materia è stato creato solo per evocare emozioni nell'anima di chi partecipa al miracolo della creatività....... A quale fine?....Per ottenere il più grande premio della vita: la saggezza.
E la saggezza non è una comprensione intellettuale.... è in verità la comprensione emozionale ottenuta attraverso l'esperienza....
La vita, questo grande palcoscenico, è il Nostro regno.... è la piattaforma su cui create le vostre illusioni.... Questo meraviglioso palcoscenico vi dà l'opportunità di trasformare in realtà qualunque vostro sogno....... Perché il Divino che siete possiede l'illimitata libertà di sognare ogni pensiero, di sentire l'emozione e di manifestare il sogno nella realtà.... E nel corso di questo processo in ogni momento potete cambiare idea....BUONGIORNO MONDO....NAMASTE' *_*
SIETE SPLENDIDI

Siete un tesoro più grande di quanto sappiate, perché in assenza anche di uno solo di voi, la vita, gli universi e le strutture molecolari non sarebbero mai esistiti. Per voi e grazie a voi, la vita è diventata un'esuberante rappresentazione dell'intelligenza del dramma, se volete della continuazione degli schemi del pensiero nei brillanti colori della realtà. Siete veramente preziosi, perché ognuno di voi, al di là di quello che pensa di se stesso, ha aggiunto qualcosa alla spettacolare rappresentazione della totalità di tutto ciò che è.
Siete splendidi. Guardate tutti coloro che con voi formano l'umanità. Pur nella somiglianza, non c'è un viso uguale all'altro. Siete come i fiori di un magnifico giardino i cui semi impollinano e creano nuovi fiori persino più belli ed esuberanti nelle loro tonalità di colore. Ognuno di voi è bello nella propria diversità, perché ognuno di voi è Dio che si esprime attraverso l'unicità dei progetti della vostra creatività e volontà ......
CHI SIAMO VERAMENTE? (estratto dal libro di Ramtha)

Non lo sapete che siete Dio
Salve, mia splendida gente. Vi saluto dal Signore Dio del mio essere al Signore Dio del vostro essere. Ora, principianti, facciamo un brindisi. È solo acqua.
Ora questo saluto che facciamo quando ci riuniamo, lo facciamo nel nome di Dio. Ed è vero, c’è un Dio ma è ancora più importante che quel Dio, proprio così, oggi interagisca con voi ed elevi il vostro Spirito ed apra la vostra mente affinché impariate, ed apra la vostra anima perché accettiate i messaggeri che stanno per arrivarvi. E quando tutto ciò vi accadrà, sarete elevati.
Questa dunque è la nostra preghiera. Ripetetela.
Mio amato Dio, il Misterioso, ciò che mi ha dato la vita e sostiene il mio scopo, in questo giorno celebro la mia vita. Desidero che la mia conoscenza Si espanda. Desidero che il mio corpo guarisca. Do il mio permesso affinché questo accada. In questo giorno, desidero che la mia vita cambi, che il tuo scopo riguardo alla mia vita io possa realizzare. Dio benedica la mia vita. Così sia. Alla vita!
Splendido. Sedetevi. E, Dio, non sarebbe meraviglioso se quella preghiera si realizzasse? Ebbene, l’evento sarebbe concluso. Avete sentito correre voce che io sono Ramtha l’Illuminato; lo sono da quando ho conosciuto me stesso. Sono l’entità di cui hanno parlato i vostri parenti. Sono quella che è chiamata l’entità di cui hanno parlato i vostri amici. Sono un insegnante, questo è più che sicuro, e sono reale, secondo i vostri scienziati. Ora non vi sentite sollevati?
Sono qui perché un gran numero di persone appartenenti alla mia gente molto, molto tempo fa, prima che la ristrettezza mentale dell’umanità prendesse veramente piede, ebbero l’opportunità di continuare la loro vita dopo la grande conquista, diciamo in dolce ritiro, su un continente che era in pace. Ora, quelle persone erano la mia gente. E là dove andai non c’era ancora niente di scritto nei libri; certamente non c’era alcuna televisione. Non si diceva mai che non si poteva andare da qualche parte, o che non si poteva fare qualcosa. Terminai la mia vita qui e procedetti oltre.
Ora, non ci fu alcun insegnante che mi abbia mai insegnato come fare ciò se non la natura. Voi conoscete la natura?
Divenni un osservatore della natura e infine il suo amante. E procedetti oltre perché qui non c’era nient’altro a sfidarmi. La mia gente si fermò perché voleva una vita, volevano allevare figli e generazioni, creare un territorio e dei beni e tutte quelle cose. E prima di andarmene dissi loro: «Un giorno, ritornerò. E quando sarete pronti a vedere dove sono andato, dopo che avrete consumato molte vite e molti corpi per fare quest’esperienza, vi mostrerò dove sono andato e il modo per arrivarci». Ebbene, questo è chi sono io.
Ora, ho progettato di ritornare qui in un modo estremamente ingegnoso – in modo ingegnoso – perché nel corso del tempo ci sono stati dei terribili pregiudizi in cui siete incorsi e che vi siete portati dietro attraverso le generazioni ed essi hanno sede nella vostra anima. Due di questi pregiudizi sono, primo, che soltanto l’uomo può essere Dio – quale farsa! – poi che le donne sono inferiori all’uomo, per cui il regno dei cieli non viene loro concesso, a meno che non venga loro accordato da una persona di sesso maschile.
Dio, al giorno d’oggi nella vostra vita, viene sempre indicato come “lui”. Il suo unico figlio era un lui, e quei preti castrati sono dei lui che si pongono come interpreti tra l’impura donna e il santo dei santi – tutta spazzatura. Quindi ciò che vediamo, anche in quello che chiamate tempo moderno, è che c’è ancora una resistenza a trattare le donne diversamente da beni personali o da qualcosa con cui andare a letto. Non potete sapere di cosa si tratta se siete bloccati dai pregiudizi.
Dunque sono tornato qui con un’entità che, nel corso della mia vita, aveva un desiderio davvero intenso di andare là dove ero andato e che voleva guidare un’armata. Ebbene, ora ciò è stato reso manifesto. E l’armata è molto più temprata di quella di 35000 anni fa. Quello contro cui marciamo qui è la chiusura mentale. Non è per tutti. È per quelli che vogliono venire e imparare al riguardo.
Ciò che sono non aveva niente a che fare col mio corpo, proprio come ciò che siete non ha niente a che fare col vostro corpo. Ciò che sono è qui come una consapevolezza a piena forza in un corpo femminile.
Ora, quelli che mi sono stati vicini per un certo tempo non hanno alcun dubbio nella loro mente sul fatto che io ero un uomo – nessuno. Così è. Ma poi ci sono anche la consapevolezza e lo Spirito di me stesso che entrano in un corpo femminile. Bene, io non opero grazie a questo corpo. Questo cervello è un computer. E io insedio la mia volontà nel suo subconscio, nel retro della sua testa ed essa gestisce tutto il resto.
Quindi guardandomi, non si può dire del tutto che Dio sia un uomo. Né si può dire del tutto che Dio sia una donna. Ma certamente si può dire che Dio dev’essere entrambi e nessuno dei due.
Ebbene, questo è il messaggio.
Vedete, Dio non ha alcuna connessione con un genere, non ha niente a che fare con un corpo, ha tutto a che fare con l’opinione personale. È ciò che chiamiamo sé spirituale.
Dunque sono ritornato e, in una donna molto ordinaria e semplice, ho dato origine a una grande verità prima che diventasse di moda.
E ciò che ho detto, era: «Non sapete chi siete? Non lo sapete che siete Dio? E perché dovreste pensarla diversamente? E chi dice che non lo siete? Io vi dico che lo siete. Allora cosa dovete fare per realizzarlo? Dovete diventare degli individui. Come fate a farlo? Lo fate invero sapendo chi siete e ciò che siete. Hanno forse tutti la stessa malattia? Hanno tutti la stessa mancanza? Hanno tutti la stessa necessità? No».
Il messaggio quindi, se messo in atto dall’ascoltatore – che siede in attonito silenzio nel tentativo di riconciliare questa conoscenza con ciò che gli era stato insegnato quando andava al catechismo – se ne sta lì seduto e una parte di lui sa che è la verità; lo sa. E tuttavia c’è quest’altra parte di lui che sta cercando di razionalizzare la conoscenza – di razionalizzarla. Razionalizzarla significa giudicarla, arrivare a un giudizio sull’informazione. Bene, quando imparate ciò che riguarda quei due aspetti di voi stessi, qual è la parte di voi che vuole precipitarsi a negare quello che è chiaramente un complimento nel regno più alto ed elevato?
Perché dovreste voler negare il fatto di poter essere uno Spirito non transitorio, di poter essere qualcosa di più del vostro corpo, di poter essere più di ciò per cui avete lavorato tutta la vita? Perché mai dovreste volerlo negare? Perché non dovreste nemmeno volerlo prendere in considerazione? Ebbene, negare che Dio vive in voi vuol dire negare quella che è chiamata la vostra capacità di avere illimitata conoscenza interiore, la vostra capacità di provare illimitato amore, la vostra capacità di avere illimitato potere, la vostra capacità di manifestare ciò che in tempi più antichi veniva chiamato il regno dei cieli.
Ora all’inizio io ho affermato questa verità alla gente che è venuta. Ciò era straordinariamente provocatorio. «Beh, non mi è proprio possibile alzarmi domani mattina e dire che sono Dio!». «Perché no? Perché non puoi farlo?». «Beh, qualcuno potrebbe sentirmi». «E allora?» «Beh, penserebbero che sono andato fuori di testa». «Ci sei andato. Questo è il punto».
Ora io ho portato questo messaggio perché è ciò che ho imparato nella mia vita. E la vita non ha a che fare col morire. Voglio che lo sappiate. E la vita non ha a che fare col vivere come un asceta da qualche parte, cercando di vedere le cose soltanto come Dio perché, sapete, quando tentate di fare ciò, rimanete separati. Vita e Dio sono intercambiabili. Sono, ebbene sì, la stessa cosa. Così queste persone hanno incominciato a dire: «Bene, dunque sono Dio» e ne hanno soffocato la crescita. Allora ho insegnato loro a fare cose meravigliose. Essi sono riusciti a fare cose meravigliose e io ho detto loro, allora, chi è che ha fatto questo? Non sono stato io. Chi ha fatto questo in voi? È stato il Dio che è in voi a farlo. È facile.
Ecco come sono diventato famoso quaggiù, e infame, perché vi ho detto la verità. E cosa significa sapere ciò? Significa che c’è una parte di voi a cui non avete mai attinto. E questo non ha nulla a che fare con tutta quella spazzatura metafisica alla abracadabra. Questa non è la Nuova Era. Questa è la vecchia era.
Il vostro cervello è una testimonianza del fatto che non sapete tutto. Lo sapete che usate meno di un decimo di quel cervello? Di cosa se ne sta in attesa tutto il resto, quelle stanze vuote? È in attesa di qualcosa. Ebbene, che cosa potrebbe essere quel qualcosa? Nemmeno Einstein ha fatto pieno uso della capacità del suo cervello. E di cosa potrebbe essere in attesa? È in attesa di quella parte di voi che non ha ancora visto i vostri giorni migliori, quella parte di voi che sa tutto ciò che il vostro ego alterato sostiene che non sapete. Si sta risvegliando e se ne sta rendendo conto ed è abbastanza straordinario da imparare a dire: «So che c’è qualcosa di più grande in me. Ho sentito il suo movimento, ma non so come accedervi. Non so come fare ad accantonare i miei dubbi. Non so, invero, come fare ad accantonare la mia mente razionale». Così vi chiedo, che cosa vi ha fatto ottenere la vostra mente razionale? Vi ha fatto ottenere la pensione. Vi ha fatto ottenere un buon lavoro. Ma non ha tenuto insieme le vostre relazioni. Né vi ha impedito, proprio così, di morire.
La mente razionale non ha neanche curato il vostro corpo quando era malato. Vi sono alcune cose che la trascendono.
Ora una cosa è dire che siete Dio – suona davvero meraviglioso – ma quando uscirete di qui ve lo dimenticherete, perché sulla piazza del mercato non funziona. È soltanto una filosofia. Ma se vi insegnassi a esserlo, un Dio? E se sapessi come fare ad aprire il vostro cervello e ad incorporarvi il pensiero e a manifestare la realtà? Allora potremmo forse dire che è stato il sé razionale a far questo? Mai. È il sé irrazionale, perché Dio è illimitato. Quindi questo significa che lo siete anche voi.
Gli studenti, particolarmente in questo periodo, imparano tutto nella scuola ma non riescono a rendersi conto che tutto ciò che hanno imparato è teoria – teoria, dico. Se ne vanno nel mondo e poi si sforzano di metterlo in pratica. Immaginatevi un cosiddetto scienziato dei computer rigirare sul fuoco degli hamburger. È difficile metterlo in pratica.
Dunque come ogni cosa, tutto ciò che sentite non è la verità. Tutto ciò che vi dico oggi non è la verità. È filosofia, è filosofico. È la mia verità perché divenni ciò, lo conquistai, e lo fui.
Quando diventerà la vostra verità? Quando saprete che ciò che vi ho detto funziona? Quando sarete in grado di fare qualcosa che non avete mai fatto prima. Allora conoscerete la verità. E se quella sarà l’unica parte di verità che avrete colto da questo week-end, ne sarà pienamente valsa la pena, poiché quello è un piccolo seme che dice che ho la capacità di compiere lo straordinario. E Dio, proprio così, non è qualcuno più dotato di me. Non esiste qualcosa come una persona dotata. Ci sono soltanto persone e quelli che scelgono di sapere e quelli che non scelgono di sapere.
Io sono riuscito a mantenere, senza essere cacciato, questa verità – che voi siete Dio – per tutti questi anni. Bene, per me è stato un tempo brevissimo. Ma sapete quante persone che sono venute ed hanno ascoltato, hanno imparato e sono state addestrate, adesso questo lo vivono nel mondo? Molte, grazie a Dio. E non è che costoro siano miei seguaci. Dove andranno quando oggi me ne andrò di qui? Come potreste seguire Ramtha? Non potete seguirmi; è impossibile. I seguaci non imparano mai niente. Gli studenti imparano sempre. Uno studente è disposto ad imparare e ad essere messo alla prova. I seguaci non vengono mai messi alla prova. Non imparano mai. E naturalmente il guru in tutti i casi non sa niente, quindi non insegnerà loro niente.
Ci sono molte entità per cui questa è una verità. E non potete guardarle e dir loro: «È impossibile. Come fate a sapere che Dio è in voi?». Non potete guardarli e sminuirli perché sono straordinari, perché sono entrati in contatto con qualcosa dentro di loro che è sempre stato là. E come lo chiamano? Non gli danno un nome. Lo chiamano il Principio Madre/Padre. “È il mio Spirito Santo. È il Dio in me. È quello che in ultima analisi sono. E io sono più grande delle mie limitazioni”.
Ora loro conoscono una verità. Voi non ancora.
Io sono ancora qui che insegno, perché a dispetto di ciò che dice il mondo, esso morirà. E a dispetto di come la pensa la gente là fuori, non è preparata per il cambiamento. E non sono qui per cambiare il mondo, ma per provocare ciò nelle vite degli individui che desiderano sapere. Questo è tutto. Un pugno di maestri – Maestri, e cosa sono? Ebbene, sono persone comuni che un mattino si sono svegliate e hanno detto: «C’è qualcosa di più nella vita, e io me lo sto perdendo». Queste sono persone che non hanno lasciato il loro lavoro, non hanno cacciato a pedate il gatto, né lasciato la moglie. Questi sono individui che dicono: «Non sono il lavoro o mia moglie, il mio gatto e il luogo in cui vivo a rendermi felice. È compito mio. E deve esserci qualcosa di più». Queste sono le entità che vengono per imparare.
Costoro imparano tutto su se stessi: il loro cervello, come funziona; il loro corpo, come funziona; i loro sogni, che cosa sono; la fisica, come viene creata la realtà dalla mente. Imparano tutto questo, fanno ritorno e lo mettono in pratica nella loro vita. È per far questo che io sono qui. E quando avrò un gruppo di persone in grado di creare la realtà nelle loro mani dal nulla nel giro di qualche secondo, in grado di guarire i malati con un tocco, di fatto in grado di compiere ciò che è eccezionale, allora tutto questo sarà valso la pena, perché costoro diverranno luci per il mondo intero.
Loro sono persone comuni. Voi siete persone comuni. E ci siamo quasi. Abbiamo già delle entità che possono fare queste cose. E una volta loro sedevano nello stesso posto in cui siete seduti voi e si scusavano allo stesso modo con la persona a cui avete appena parlato; avete declamato pressappoco la stessa cosa. E non pensate che fossero scettici? Erano tutti scettici. Perché no? È facile esserlo. Quello che è difficile è accettare. È facile morire. Quella gente che si uccide e pensa di stare passando a una nuova vita, sciocchezze. È facile morire. È difficile vivere. E tuttavia quello è il dono di Dio.
IMPARA A RISCHIARE

A tentare c'è il rischio di fallire. Ma è necessario affrontare i rischi,perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla.Chi non rischia nulla non fa nulla, non ha nulla e non è nulla.
Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare, sentire, cambiare, crescere, progredire, vivere o amare.
E' uno schiavo, incatenato dalle suer certezze o dalle sue assuefazioni. Solo chi rischia è libero.....NAMASTE'
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