KARMA E DHARMA

IL KARMA è il concetto più noto associato alla reincarnazione; rappresenta l’equivalente esistenziale della legge di causa-effetto: ad ogni azione corrisponde una reazione. Il karma è il complesso di qualità, difficoltà, talenti e blocchi ereditati dalla nostra lunga storia con i quali veniamo al mondo. Alla nascita – o al concepimento – non siamo secondo questa idea come una tabula rasa, una tavolozza bianca tutta da scrivere, ma esseri con carattere, gusti e personalità per molti versi già definite ( e qualsiasi madre può confermare come ogni neonato mostri già una sua natura, diversa da quella degli altri). Il mondo orientale divide il karma in due aspetti, o polarità: il karma ‘positivo’, dato da quelle qualità, abilità e talenti che abbiamo costruito nella nostra storia passata. Come una sorta di ‘crediti’ acquisiti, aspetti di noi e/o situazioni che ci accadono e che incontriamo con una sensazione di benessere. Cose che ci vengono facilmente e senza fatica. Il karma ‘negativo’, ciò che nella nostra storia è rimasto incompiuto; situazioni rimaste aperte, temi importanti nei quali siamo ancora immersi, tensioni atttive dentro di noi o con gli altri. Una specie di ‘debiti’, momenti e situazioni che inevitabilmente ci capitano e che hanno per noi un impatto doloroso. Blocchi, problemi e sfide che incontriamo.Per lo più corrsipondono ai nostri bisogni fondamentali che non sono stati ancora soddisfatti, alle’ferite’ del sé o ego per guarire le quali una strada spesso inevitabile è quella di attraversare le nostre emozioni negative e il dolore ad esse asssociate. IL DHARMA è il ‘dovere’ che ci siamo scelti per questa vita. E’ quella forma di esistenza unica che solo noi siamo in grado di realizzare, la nostra unicità come si manifesta in un fare nel mondo: il nostro lavoro, la figura dei nostri affetti – se siamo sposati, se abbiamo figli – come diamo vita alle nostre passioni, come ci rapportiamo al mondo è come scambiamo con esso. Si dice nella Bhagavad-Gita che è più importante compiere il nostro dharma, quale esso sia, nel modo con cui ci riesce di farlo, che assumere il dharma di un altro, per quanto eccellenti possiamo essere nel compierlo. Raramente il dharma è la cosa che ci viene facile fare, perché per lo più in ciò che ci viene facile fare non c’è impegno, evoluzione e vita che sono caratteristiche essenziali del dharma più autentico. Il dharma è vicino all’idea che Hilmann ci propone del daimon, un termine greco che rappresente il principio che guida la ghianda, il seme del nostro destino a divenire lo sviluppo, la grande quercia della nostra storia personale. Lavorando sulle vite passate, ci rendiamo conto come talenti ereditati e ostacoli interiori (il karma nei suoi due aspetti) da altre vite si mescolino per dare forma ad un nuovo percorso, la nostra attuale esistenza con quanto vi è da sviluppare oggi (dharma). Karma e dharma sono due degli aspetti per cui il passato è nel presente...

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