LIMITI
Sappiamo molte cose, ma non sempre facciamo ciò che sappiamo. Non limitarti a consumare informazioni, ma cerca di riflettere autonomamente su ciò che accade intorno a te e agisci sempre in base ai tuoi valori, non in base a ciò che sembra più popolare.... Non attaccarti a nulla...... La perdita di ciò a cui sei attaccato è sofferenza..... Chi non nutre attaccamento, né avversione è libero...
BAMBINO INTERIORE, LA FORZA MOTRICE PRIMORDIALE
Il bambino interiore che è in noi rappresenta nella sua forma più elementare, la forza motrice primordiale, quella che dà vita al nostro universo personale. È quella forza che ricerca le esperienze e il senso, quella che dà all'essere umano il desiderio di giocare, che dona capacità di gioire e talenti quali l'ispirazione e il senso della bellezza; è la parte di noi che ama e vuole essere amata, quella che è al di là del tempo, sempre giovane e fiduciosa nella vita stessa. E' il ricercatore, l'inventore, "il creatore" in noi, colui che vuole sapere come funzionano le cose e prenderne parte attiva per farle funzionare. Ci lascia vivere la dimensione di "flow": fluire ma nel contempo essere immersi in ciò che stiamo facendo. Il bambino interiore libero, vive attraverso l'intelligenza del suo cuore, è completamente integrato nel presente, è intuitivo e racchiuso in un mondo tutto suo, nel quale il tempo scorre a una velocità differente, secondo ritmi e regole proprie. Essere in contatto con il nostro bambino interiore significa perciò essere collegati con il suono primordiale della nostra anima. È un ritrovarsi di fronte alla fonte originaria della nostra vita, là dove proviamo una gioia profonda, poiché sappiamo con chiarezza ciò che veramente vogliamo e la forma che questo desiderio può prendere.
Il nostro bambino interiore dunque, fonte originaria, primordiale, conosce il vero motivo dello scopo della nostra vita, è perciò il fondamento, la base del nostro essere......
INFELICITA'
La gente non è mai contenta, l’abitudine a considerare la felicità come qualcosa che “deve ancora arrivare”, la difficoltà a vivere le emozioni in modo diretto e lineare è il comune denominatore della loro scontentezza.
L’eterno scontento affronta la realtà in un modo troppo mentale e distorto….
Accade quando diamo spazio all’ego e gli permettiamo di guidare le nostre vite.
È l’ego che vive in ciascuno di noi la causa principale della nostra scontentezza, perché è quella parte di noi sempre inappagata, mai contenta né soddisfatta, se non per pochissimo tempo.
L’ego è un giudice che non smette mai di sentenziare, spesso in senso negativo, facendoci sentire che non siamo all’altezza e che non siamo mai abbastanza. Inoltre spesso dà importanza a cose, eventi e persone più del dovuto, creando attaccamenti e dipendenze, completamente ignaro della natura impermanente di tutto ciò che esiste e che viviamo.
LE FERITE
Tutti si trasmettono a vicenda la propria infelicità....la gente parla in continuazione delle proprie sofferenze, dei propri guai, dei propri conflitti... Hai mai sentito qualcuno parlare dei suoi momenti di gioia? Delle sue canzoni e delle sue danze?... Dei suoi momenti di silenzio e di beatitudine? No, nessuno parla di queste cose.....
La gente continua a condividere ferite, e ogni volta che parli della tua infelicità con qualcuno, senza saperlo stai trasmettendo un modello di miseria.... L’altra persona forse pensa che ti stia solo ascoltano, ma di fatto sta anche prendendo delle vibrazioni di infelicità, delle ferite....
Quando ho detto che portate dentro di voi ferite altrui, volevo dire che la vostra consapevolezza non ha ferite. Se tutti diventassero meditativi, svegli, al mondo non ci sarebbero ferite. Scomparirebbero semplicemente. Non troverebbero un casa, un rifugio. È una cosa possibile. Se è possibile per me, è possibile per chiunque. Nella tua domanda chiedi anche perché possiamo “accettare così facilmente le ferite altrui,” e perché è “così difficile accettare la propria buddhità”. Puoi accettare le ferite altrui perché anche tu hai delle ferite.....
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