LA VITA E' UN DONO



Se la vita è un dono di Dio, allora perché la evitiamo? Perché la evitate? Perché vi è stato rigorosamente insegnato che è qualcosa che dovete sopportare. Voi negate questa vita in modo da poter vivere in qualche altro luogo. Lo trovo assurdo. Se la vita è un dono di Dio – e dimostratemi che non lo è, perché per vostra natura voi screditate voi stessi – allora chi ha insegnato queste dottrine?
Una delle ragioni per cui siete di mente ristretta è perché, che ci crediate o no, vi sono stati insegnati paradigmi restrittivi persino riguardo alla nuova era, il che è sciocco perché non c’è alcuna nuova era... c’è solo un’era antica che viene ricordata. Vi sono state insegnate cose restrittive riguardo al cristianesimo, ad ogni religione che esiste – fare penitenza, essere schiavi, essere servi – e Cristo è diventato un tale mito che nemmeno lui riesce ad essere all’altezza delle chiacchiere su di lui, e del resto non lo vorrebbe nemmeno.
Non vi è mai venuto in mente che la ragione per cui non è tornato è l’isteria che lo circonda, l’essere stato trasformato in qualcosa che nessun essere umano potrebbe mai essere?
Non potete ascendere e tornare al settimo cielo finché non avete dominato questa esperienza. E non dominate quest’esperienza scappando via da essa e chiudendo la mente ad essa, bensì affrontandola perché, vedete, le leggi sono diverse dalle persone che vi hanno programmato. Essi pensano che tutto riguardi questa vita. E hanno reso questa vita così difficile e così tremenda che nessuno vuole viverla. Un bambino appena nato che piange quando non è davvero affamato perché sa che riceverà qualcosa da mangiare, sta mentendo. È vero.
È un sistema di credenza in cui si nega la vita e poi si soffre di senso di colpa per essere redenti. Coloro che tornano a nascere cristiani amano la redenzione perché possono peccare, peccare, peccare e poi essere redenti, e sono così felici, perché Gesù si è portato via tutto. Ma sono dipendenti dalla redenzione. Per essere redenti si deve continuare a peccare, perché tutti quegli atteggiamenti sono sostanze chimiche nel corpo, tutti. Il senso di colpa ha il suo specifico flusso di ormoni nel corpo, ha quello che si chiama il suo specifico sistema elettrico, una sua specifica rete neurale. Ed è così penoso e terribile che c’è un solo modo di uscirne: confessarlo; consegnarlo ad un essere invisibile. E nel momento in cui lo fate – naturalmente voi non sapete che cosa egli ne faccia – ma nel momento in cui lo fate, provate un’eccitazione perché tutto è a posto. Bene, quell’eccitazione ha a che fare con tutto quello che succede nelle surrenali e agli steroidi. È quello che chiamiamo stato di eccitazione del corridore, o che ora possiamo chiamare stato di eccitazione del redentore. Così come i corridori devono correre ogni giorno per sentirsi bene perché la corsa è un narcotico, i peccatori devono continuare a peccare per essere redenti in modo da poter salvaguardare la dipendenza dalla redenzione. Quanti di voi capiscono? Rivolgetevi al vostro vicino e spiegategli quello che vi ho appena detto.
Quanti di voi – quanti di voi – hanno avuto l’esperienza di essere così orribili che nel momento in cui vi pentite, vi sentite proprio bene, e poi diventate il supremo giudizio e la giuria di tutti coloro che si comportano in modo orribile perché sapete riconoscerlo?
Quanti di voi hanno sperimentato questo? Non è splendido giudicare altre persone? Mantiene in flusso i succhi.
Torniamo ora all’affermazione iniziale sul fatto che l’unica cosa impossibile è una mente chiusa, mente chiusa perché l’indottrinamento religioso dice che c’è stato un solo essere perfetto e il suo nome era Cristo. «Allora perché mai provare? Andiamo a bere un bicchier di vino». Ma questo non è abbastanza, perché essi hanno risolto il problema con una serie di conferenze su come manipolare tutto a proprio vantaggio: controllo e potere. No, questo non è abbastanza.
Va bene, egli è l’unica persona perfetta. Così questo rende tutti gli altri imperfetti. E noi siamo le persone elette, le sole che parleranno con lui, su ordine di tutte quelle persone disgraziatamente imperfette. Ma il nostro problema è che se tutti capiscono che sono imperfetti, perché mai dovrebbero venire da noi e parlare con noi e darci la loro ricchezza? Oh, non lo faranno mai.
«Bene, che cosa accade a una cosa imperfetta?» Dice un fabbro:
«Ah, la ributtiamo nel fuoco e la fondiamo di nuovo».
«Esatto; se non vengono da noi a parlare e a confessare e a lasciare che guidiamo la loro vita, perché loro sono così imperfetti, allora verranno rigettati nel fuoco e fusi».
Ah, ecco la trappola. Se voi deludete Gesù, brucerete per l’eternità. Ma di che genere di perfezione psicotica stiamo parlando qui? O egli è perfetto con o senza di noi, o non lo è. La perfezione non ha bisogno di testimonianze. Ma non è così che la gente pensa perché, vedete, questo non ha mai riguardato Dio. Questo era solo controllo, lo è sempre stato. Così molti di voi hanno geneticamente ereditato – e spiegherò come avete fatto – il senso di colpa, di imperfezione, la lotta per tenersi aggrappati almeno a un certo senso di ordine orientato a uno scopo nella vita. È per questo che così tanta gente sembra avere tutto, ma è infelice. Le persone che hanno una famiglia perfetta, vivono un’ipocrisia. Non è negare che lì ci sia amore, ma c’è una rigida regola: rinunciare ai propri sogni per quello che si è creato e vivere per gli altri perché si è morti interiormente come sognatori, questa è la verità.
Quest’indottrinamento fatto di colpa e di vergogna e di imperfezione e incapacità che avete ereditato – Voi volete stare più vicini al vostro Spirito, ma siete stati confusi geneticamente. Voi pensate che essere più vicini a Dio significhi essere più vicini a Cristo. È sbagliato; questa è ignoranza. E così, come risultato, da bambini cominciate la vita con molti sogni che sempre vengono realizzati, ma da quel senso di auto-compimento – essere più vicini a Dio – siete lontani quanto il senso di imperfezione vi indica che potete essere. E non renderete mai contenta nessuna dottrina – non lo sapete? – a meno che non vi rasiate la testa e vi castriate e viviate in un monastero e strofiniate pavimenti e curiate l’orto, in preghiera tutto il giorno. E persino quella sarà una vita imperfetta.
Come avete ereditato quindi quel dubbio? Non vi siete mai chiesti perché portate avanti le propensioni e gli atteggiamenti di vostro padre e di vostra madre? Qualcuno potrebbe dire che è perché quando si hanno dei figli, quei bambini vengono plasmati dagli atteggiamenti dell’ambiente dei loro genitori. Questo in parte è vero. Ma noi non abbiamo un corpo solo per fare esperienza della realtà. Che cosa accade alle nostre emozioni, ai nostri atteggiamenti? Muoiono? Sì. Ma come vengono portati avanti? Vengono portati avanti attraverso il nostro ovulo e i nostri spermatozoi. Come pensate che si formi il DNA di esseri individuali? Come pensate che avvenga la corretta collocazione dei cromosomi?
Ogni giorno – ogni giorno – che vostro padre se la prende col suo lavoro e sente il peso della sua famiglia, ogni giorno il suo sperma che contiene il seme del suo DNA e la struttura di suoi cromosomi cambia. Ogni giorno che vostra madre si sente inadeguata, defraudata, punita, torturata, qualunque atteggiamento sia, tirannia – sapete, è tutta la battaglia della sottomissione – ogni giorno che questo viene rinforzato, viene passato al seme.
La notte in cui foste concepiti era stata preceduta da un giorno in cui molti atteggiamenti erano stati fermentati. Quelli erano stati gli atteggiamenti più importanti del giorno in cui siete stati concepiti, e voi li indossate fisicamente. Voi avete un istinto naturale all’insicurezza. Avete un istinto naturale alla tirannia. Avete un istinto naturale al risentimento. Avete un istinto naturale al giudizio. E avete un istinto naturale ad essere amati.
Istinto, che cosa significa? Esso è in ogni cellula del vostro corpo. Le cellule non sono solo una coagulazione di microscopici esseri che vi forniscono la vostra bella pelle. Esse sono intelligenza. Sono un’intelligenza programmabile. Così voi indossate l’esitazione.
Se ora guardiamo quella sola cosa, se la guardiamo, guardiamo il dubbio – il dubbio ha molte radici, ma è un’unica pianta – se lo guardiamo, il dubbio deriva dall’indossare biologicamente l’imperfezione. Il dubbio deriva da questo, perché quando qualcosa come me vi dice che siete Dio, la vostra intera reazione è che non può essere perché siete troppo imperfetti.....QUESTA E' PROGRAMMAZIONE...(Namastè)

Nessun commento:

Posta un commento